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PIANTA

Compresse

Ogni flacone

mg. Ogni

compressa

Tipologia

EVENTUALE TITOLAZIONE

ANANAS

60

300

Estratto Secco

250 GDU/g.

ARTIGLIO DEL DIAVOLO

60

300

E.S.

3,86 ARPAGOSIDE

ASTRAGALO

60

400

E.S.

D:E=4:1

CARBONE VEGETALE

90

350

Polvere

CARCIOFO-TARASSACO

60

300

E.S.

2,33% Acido Clorogenico

CARDO MARIANO

60

400

E.S.

100 mg. al 60% di Silimarina

Cardo-Carciofo-Rafano

60

300

E.S.

D:E=4:1

CENTELLA

60

300

E.S.

D:E=4:1

DOLOMITE

120

350

Polvere

ECHINACEA ANG.

60

150

E.S.

4,67% Echinacoside

ELEUTEROCOCCO

60

150

0,54% Eleuteroside E

EQUISETO

90

400

E.S.

300 mg. Polvere bio+ 100 mg. E.S.

Escolzia-Pass-Rosolaccio

60

400

E.S.

1,5% Isovitexina della Passiflora

FIENO GRECO

60

400

E.S.

240 mg. Polvere + 160 mg. E .S.

FINOCCHIO

60

300

E.S.

D:E=4:1

FUCUS

60

300

E.S.

0,1% Iodio

GARCINIA CAMBOGIA

60

300

E.S.

Acido Idrossicitrico 60%

GINKGO BILOBA

60

400

E.S.

380 mg. al 3%+20 mg. al 24%

GINSENG

60

300

E.S.

100 mg.14% Ginseno Rg1+Polvere

GINSENG-Pappa-Germe

60

360

E.S.

50 mg.14%Ginseno Rg1+290G.Gran

GLUCOMANNANO

60

250

Polvere

GUARANA'

60

300

E.S.

8% Caffeina

IPERICO

60

400

E.S.

0,3% Ipericina

Lecitina di soia

100

300

Fosforo Totale 2%

LIEVITO DI BIRRA

200

500

Polvere

MELISSA

60

400

E.S.

D:E=4:1

MIRTILLO BACCHE

60

300

E.S.

280 mg. 1% 20mg. 15% Antocianidi

Olio di Borragine

70

390

Olio

18-20% G.L.A. Acido Gammalinolen

Olio di Carota

70

390

Olio

4 mg. Vit. A+ 12 mg. Vit.E / 100 g.

Olio di Fegato di Merluzzo

70

320

Olio

1200 U.I.Vit. A - 100 U.I. Vit. D

Olio di Fegato di Merluzzo

200

320

Olio

1200 U.I.Vit. A - 100 U.I. Vit. D

Olio di Oenothera

70

Olio

9-12% G.L.A.Acido Gammalinolen

Olio germe di Grano

70

390

Olio

Vitamina E 60 mg/ 100 g

Olio germe di Grano

150

390

Olio

Vitamina E 60 mg/ 100 g

PILLOLE TRIBUS

60

Polvere

POMPELMO SEMI

60

200

E.S.

10 % complesso bioflavonoide

PRIMAVERA

112

E.S.

PROPOLIS-TIMO

60

300

E.S.

200 mg. Prop 5% Gala+100 mg.Tim

PSILLIO-CRUSCA

150

Polvere

ROSA CANINA

60

300

E.S.

Vit. C 5-7%

SALICE COMPOSTO

60

400

E.S.

Spirea, propolis, echinacea, genzia.

SENNA COMPOSTA

vedi Primavera

SPIRULINA

90

350

Polvere

TARASSACO

60

400

E.S.

D:E=4:1

UNCARIA TOMENTOSA

60

400

E.S.

1.8% Alcaloidi Ossindolici Totali

VALERIANA

60

300

E.S.

0,8% Acidi Valerenici D.E=8:1

Compresse da estratti secchi.

 La nostra linea di compresse cerca di ispirarsi alla tradizione erboristica avvalendosi altresì delle più moderne e avanzate tecniche estrattive.

E' per questo che quale ingrediente principale usiamo, in luogo della polvere della pianta, il suo estratto secco.

L'estratto secco è una soluzione di fitocomplessi della pianta ottenuto per macerazione della droga in un solvente (spesso acqua) seguita dalla concentrazione della soluzione per mezzo dell'evaporazione del solvente, fino a che il prodotto si presenta come una polvere che, ovviamente, sarà particolarmente concentrata in principi attivi, che in alcuni casi sono anche determinati e quantificati nella titolazione dell'estratto.

La formulazione della compressa è caratterizzata dalle seguenti peculiarità importanti :

- Sono stati esclusi fra gli eccipienti tutti quelli di derivazione animale quali il magnesio stearato e il lattosio in quanto fra i consumatori di prodotti erboristici ci sono parecchi vegetariani stretti e numerose sono le persone che presentano intolleranze al lattosio.

- La compressa è realizzata ad alta concentrazione di estratto secco per poter, tra l'altro, ridurre l'assunzione di compresse a 2/3 al giorno con vantaggi di praticità e minor assunzione di eccipienti .

 - Un flacone contiene 60 compresse da 400 mg. (di cui 300 mg. di estratto secco)

per cui è sufficiente per 20/30 giorni di assunzione; a volte produciamo compresse da 500 mg. con 400 mg. di estratto secco.

  • Il rapporto qualità-concentrazione e prezzo è particolarmente vantaggioso.
  • Il motivo fondamentale per il quale la nostra azienda può garantire tali condizioni è che preferisce investire in materie prime di alta qualità ed in controlli rigorosi invece che in pubblicità ed in immagine "sfavillante"; ovviamente questa scelta, in parte ci penalizza, dato che i nostri prodotti hanno un aspetto che gli esperti di comunicazione definiscono come di "basso profilo"; in realtà l’ "alto profilo" sta nella superiore qualità del prodotto, rispetto alla concorrenza che, spesso, preferisce investire enormi risorse nell’ "immagine".

- Nell'etichettatura viene minuziosamente e molto chiaramente riportata la qualità, la natura e la percentuale di pianta presente; in questo modo si sa sempre molto bene che tipo di prodotto si sta utilizzando.

 

ANANAS

60 Compresse da 400 mg. di cui 300 mg. di estratto secco.

Titolo : attività enzimatica minimo 250 GDU/g.

Attività fisiologica : la droga, costituita dai gambi è particolarmente ricca di bromelina, enzima proteolitico che svolge prevalentemente due azioni: quella a livello del sistema digerente (dato che la bromelina favorisce l’idrolisi delle proteine introdotte con gli alimenti) e come antiinfiammatorio, soprattutto nei casi nei quali il fenomeno flogistico induce fatti congestizi ed edematosi. L’azione antiflogistica ed antiedemigena risulta di particolare interesse soprattutto nelle sindromi circolatorie (varici, cellulite) ed in quelle a carico dell’apparato osteo-articolare. Come risultato indiretto del trattamento con Ananas si ha un incremento della diuresi, derivante dalla riduzione degli edemi e della stasi plasmatica, sempre presente in concomitanza con i fatti flogistici. Pur non essendo uno specifico diuretico è quindi indicato nelle forme di ritenzione idrica associate a fenomeni infiammatori, sia acuti che sub-acuti che cronici e scarsamente evidenti.

Può essere quindi utilizzato con successo come antinfiammatorio- antidolorifico nelle sindromi osteo-articolari, nel trattamento della cellulite, delle sindromi varicose e persino delle emorroidi ; l’azione proteolitica a livello gastrico, lo rende un importante presidio nelle dispepsie legate ad una ipofunzionalità gastrica e dell’apparato digerente in generale.

Associazioni consigliate: con gemmoderivato di Ficus carica, per l’attività gastrica;

Con Artiglio del Diavolo, nel trattamento delle sindromi osteoarticolari;

Con soluzioni idrolacoliche di Rusco, di Ippocastano di Centella asiatica (disponibile anche in compresse), nella cellulite e nei trattamenti estetici e nei disturbi venosi;

Con gemmoderivato di Ribes nigrum in tutte le forme infiammatorie.

Modalità di assunzione : come stimolante l’attività digestiva e nelle altre indicazioni in forma cronica o sub-acuta –

1 compressa dopo pranzo 1 compressa dopo cena.
Nelle forme acute e gravi, le dosi possono essere raddoppiate o triplicate.

 

ARTIGLIO DEL DIAVOLO

60 Compresse da 400 mg. di cui 300 mg. di estratto secco acquoso.

Titolo : 3,86 % in glucoiridoidi espressi come arpagoside.

Originario della savana del Kalahari,tra Sudafrica e Namibia, viene importata dalla raccolta di piante spontanee ed introdotta in Europa per la prima volta da O.H. Volk nel 1953. Nella medicina empirica sono riportati successi in disturbi reumatici .

Altri studi hanno confermato un'azione a livello dell'intestino tenue dovuto a principi amari della droga.

Nella tradizione sudafricana la pianta viene usata come tonico amaro nei disturbi digestivi e come analgesico.

Attività fisiologica: l’azione della droga, costituita dalle radici della pianta è piuttosto complessa e legata alla presenza di un gruppo di principi attivi appartenenti alla classe chimica degli Iridoidi (arpagide, arpagoside, procumbide); tale classe chimica è molto diffusa in natura e possiede una varietà di azioni impressionante (Iridoidi si trovano nella Valeriana, nell’Iris, nella Genziana, nell’Olivo, nella Cardiaca, solo per citarne alcune; ma non solo: sono presenti anche nel mondo animale; la loro denominazione deriva dalla formica australiana Iridomirmex, che li utilizza come veleni di difesa).

Azione antiflogistico-antiedemigena, sfruttata soprattutto nelle sindromi infiammatorie osteo-articolari, ma anche in forme cefalagiche, spesso alle stesse associate;

Azione antidolorifica generica, che potenzia l’azione dell’azione precedente;

Azione papaverino-simile, che permette la riduzione degli spasmi della muscolatura liscia viscerale, anche essa aggravante le sindromi reumatiche e cefalalgiche;

Azione stimolante la secrezione gastrica (dispepsie iposecretive), dovute anche al gusto amaro degli Iridoidi.

Associazioni: nel trattamento dei disturbi osteoarticolari, con gemmoderivati di Ribes nigrum, di Pinus montana, di Vitis vinifera, di Ampelopsis weitchii, di Rosa canina; con il gambo di Ananas in compresse e con l’Echinacea in compresse o soluzione idroalcolica.

Modalità di assunzione : 1 compressa al mattino 1 compressa la sera lontano dai pasti.

 

ASTRAGALO

60 Compresse da 500 mg. di cui 400 mg. di estratto secco Indena.

Attività fisiologica: anche questa è pianta ad azione complessa e suscettibile di un utilizzo piuttosto vario; droga di grande importanza nella Medicina Tradizionale Cinese, è citata anche da Dioscoride (medico romano del I° sec. D.C.) nella sua

"Materia Medica"; in Cinese è detto "Wa Qi", che si può tradurre con una certa approssimazione "creatore di Qi", che è l’energia fondamentale; dal punto di vista antico e tradizionale è quindi una droga adatta a ricostituire le riserve energetiche, sia in senso fisico che psichico nei soggetti sottoposti a particolari sforzi e stress. E’ infatti indispensabile nei soggetti che rispondono poco o non rispondono al trattamento con altri neurotonici come il Gin-Seng e l’Eleuterococco.

Moderni studi hanno evidenziato una importante azione immunostimolante; l’utilizzo dell’Astragalo è quindi indicato come trattamento complementare durante la somministrazione di altri immuno-modulanti, come l’Echinacea e l’Uncaria, sia come preventivi delle malattie da raffreddamento o di altre malattie infettive, sia durante la cura delle stesse qualora siano in atto.

L’ azione preventiva può essere estesa a tutte le malattie derivanti da fenomeni di immunosoppressione ed anche durante i trattamenti con farmaci immuno-soppressori, come i cortisonici ed i chemioterapici-antiblastici.

Associazioni consigliate: come neurotonico e stimolante generale, con Gin-Seng ed Eleuterococco;

Come immunostimolante, con Echinacea e Uncaria tomentosa.

Modalità di assunzione: 2 compresse al mattino e 1 il pomeriggio.

Durante i fenomeni di immunosoppressione, le dosi possono essere aumentate.

  

CARCIOFO-TARASSACO

60 Compresse da 400 mg. di cui 300 mg. di estratto secco acquoso miscelato al 50 %

Titolo : Tarassaco D:E 4:1 ; Carciofo 2,33 % in acido clorogenico.

Eccipienti nell'estratto secco : maltodestrine in luogo del lattosio.

Il carciofo esplica la sua attività sul fegato, in particolare, favorendo la secrezione biliare rendendola più fluida, proteggendo e disintossicando il fegato; di riflesso riduce il tasso di colesterolo nel sangue.

Il tarassaco oltre alle proprietà coleretiche e colagoghe utili in ogni genere di insufficienza epatica presenta proprietà spiccatamente depurative grazie alla sua attività diuretica che, per l'appunto, aiuta l'organismo ad

eliminare gli "umori" attraverso i reni.

Azione fisiologica combinata – le due droghe, aventi in misura diversa azione sulla parte secretiva epatica e sulla colecisti (incremento della coleresi ed azione colagoga), nonché sull’apparato renale (incremento della diuresi), esercitano una interessante effetto che potremmo definire "di squadra"; secondo la tradizione mediterranea la coppia potrebbe essere definita genericamente "depurativa"; come abbiamo detto essa serve al drenaggio degli "umori", che secondo la Tradizione Mediterranea possono essere perversi. L’incremento dell’attività coleretica e di quella diuretica costituisce in ogni caso una attivazione di molti processi catabolici e di espulsione delle scorie, e tali azione sono indicate soprattutto nei seguenti trattamenti:

  • di depurazione generale dell’organismo, sia dopo periodi di alimentazione eccessiva o squilibrata;
  • nelle cure dimagranti, sia in associazione con Fucus vesicolosus che con Garcinia cambogia;
  • dopo la prolungata assunzione di alcolici, farmaci di sintesi, oppure dopo l’assorbimento di materie tossiche volatili, come solventi, aromi artificiali, etc., ed il contatto con altre materie pericolose, come coloranti, metalli pesanti, etc. In questo caso può essere utile l’associazione con gemmoderivati di Rosmarinus officinalis e Secale cerale, con le soluzioni idroalcoliche di Ribes nigrum, di Betulla e di Pilosella , con la Linfa di Betulla.

Modalità d'uso : 1 compressa al mattino a digiuno 1 compressa prima di pranzo.

  

CARDO MARIANO

60 Compresse da 500 mg. di cui 300 mg. estratto secco titolato 1% e 100 mg. titolati al 60% in Silimarina.

Azione fisiologica: la Silimarina (che in realtà non è un singolo principio attivo, ma una miscela di principi attivi ad azione analoga, della classe chimica dei Flavanoli, i cui costituenti principali sono la silibina, la silidianina e la silicristina ) possiede una intensa azione di ricostruzione della cellula epatica, lesa da vari agenti (sia biologici come i virus delle epatiti, sia chimici, come l’alcool, molte sostanze chimiche e molti farmaci ad azione epatolesiva), ma anche una azione di ripristino funzionali in molte epatopatie di tipo degenerativo, come la steatosi e la cirrosi, delle quali può bloccare l’evoluzione quando addirittura non riesce ad invertire la tendenza e portare se non allo stato epatico fisiologico, almeno a condizioni di buona funzionalità. Possiede inoltre una potente azione antiinfiammatoria in varie forme di epatopatie infiammatorie croniche anche di origine non virale.

Associazioni: con piante ad azione stimolante-coleretica-depurativa, come il Carciofo ed il Rafano (con i quali esiste anche il complesso predisposto, di seguito descritto), ma anche con piante ad azione diuretica-drenante, come la Pilosella e la Linfa di Betulla,, che servono a ridurre il sovraccarico epatico, in parte convogliandolo verso l’apparato renale e "facendo riposare" l’apparato epato-biliare; particolarmente vantaggiosa risulta l’associazione con le soluzioni idrolacoliche di Agrimonia ed Elicriso, che esercitano, con diversi meccanismi, l’azione epato-ricostrutrice ed epato-"riposante".

E’ utile ricordare poi, che il Cardo mariano è utile nei soggetti tendenzialmente ipotesi (anche se, generalmente non danneggia gli ipertesi); in caso di ipertensione grave, è opportuno, insieme al trattamento sintomatico sulla pressione arteriosa, iniziare il trattamento epato-ricostruttore con la sola Agrimonia, che possiede anche una blanda azione ipotensive e proseguire in una seconda fase con il Cardo mariano.

Altra associazione da tenere disponibile è quella con i gemoderivati di Ribes nigrum, di Rosmarinus officinalis e di Secale cereale.

Modalità di assunzione: 2 compresse al mattino e 1 il pomeriggio.

  

CARDO MARIANO - CARCIOFO - RAFANO

60 compresse da 400 mg. di cui 300 mg. di estratto secco composto al 50% di Cardo Mariano 30% Carciofo 20% Rafano.

Titolo : D:E:= 4:1

Eccipienti nell’estratto secco : maltodestrine in luogo del lattosio.

Miscela di piante ad azione spiccata sul fegato.

Azione fisiologica: eccoci di fronte ad un altro "team" vincente, ove si uniscono le azioni stimolanti epato-renali del Carciofo con quelle epato-ricostruttive del Cardo mariano con quelle eucinetiche sulla colecisti del Rafano.

Questa miscela è particolarmente indicata nelle forme di insuficienza epatica, anche senza valori alterati, nella calcolosi biliari e nelle colecistiti ed in tutte le turbe della contrattilità della muscolatura liscia della colecisti.

Associazioni: con gemmoderivati di Rosmarinus officinali, Secale cereale e Juniperus communis.

Modalità d’uso : 1 compressa al mattino a digiuno + 1 compressa prima di pranzo.

  

CENTELLA ASIATICA

60 compresse da 400 mg. di cui 300 mg. di estratto secco acquoso.

Titolo D:E 3:1.

Eccipienti nell'estratto secco : maltodestrine in luogo del lattosio.

Azione fisiologica: la droga, costituita dalle foglie e dalle sommità, contiene come principio attivo principale l’asiaticoside, glucoside legato ad una struttura terpenica, insieme a sostanze analoghe; altri principi attivi minori, come l’acido asiatico ed i flavonoidi, concorono all’azione globale della pianta. L’azione fondamentale della Centella può essere sintetizzata nel termine generale vasotonico-antiedemigeno; in realtà l’asiaticoside ed omologhi, insieme agli altri p.a. esercita una complessa ed importante azione a carico delle pareti venose che hanno perduto tono ed elasticità e provocano infiammazione locale ed edema, tutti aspetti concomitanti in quella che possiamo definire come "sindrome varicosa"; nella prima fase si ha la riduzione del tono delle pareti vasali, poi la stasi sanguigna locale ed infine la fuoriuscita del plasma con conseguente edema e fatti infiammatori che possono provocare dolore ed altre gravi alterazioni. Inoltre, in diverse circostanze, l’insieme dei fatti lesivi della parete venosa (soprattutto nella parte superiore delle cosce e sui glutei) conduce a quella che viene impropriamente definita "cellulite", ove all’edema fa seguito la polimerizzazione delle proteine plasmatiche e sclerosi

del tessuto dermico che intrappola le cellule adipose, provocando la formazione di noduli duri, infiammati, doloranti e scarsamente irrorati. La Centella è uno dei rimedi d’elezione in tutte le sindromi che partono dalla perdita del tono della parete venosa, con conseguente stasi sanguigna locale, soprattutto a livello degli arti inferiori.

La droga possiede inoltre una potente azione cicatrizzante ed antidermatosica; in India viene detta anche "erba delle Tigri", dato che si pensa che le Tigri ferite si rotoli nei cespugli della stessa per curarsi; è attiva come antidermatosica e quindi la si può usare su eczemi, psoriasi etc.

E’ nota pure la sua utilità in casi di dissenteria ed in vari disturbi genitali femminili, che spesso sono connessi o sono all’origine di un ristagno sanguigno pelvico che a sua volta costituisce terreno favorevole per la stasi venosa.

Associazioni: con i gemmoderivati di Aesculus Hippocastanum, Populus nigra e Sorbus domestica, con le compresse e la soluzione idrolacolica di Echinacea, sia nei fatti congestizi che nelle vasculopatie venose e nella cellulite. Importante è l’associazione con le soluzioni idroalcoliche di Rusco, di Ippocastano e di Pilosella.

E’ sempre opportuno associare anche un ciclo con compresse di Carciofo e Tarassaco e nei soggetti stitici le "Pillole Tribus".

Modalità d'uso : 1 compressa 2/3 volte al giorno lontano dai pasti.

  

DOLOMITE

120 compresse da 400mg. di cui 350 mg. di polvere di Dolomite.

Origine della sostanza: è noto che la Dolomite è un minerale di origine biologica; ma cosa significa ciò? Milioni di anni fa, prima dell’orogenesi (corrugamento della crosta terrestre che ha portato alla formazione delle montagne), i luoghi dai quali si estrae questo materiale si trovavano sommersi nel mare primordiale. In questo mare si trovavano, come in molti mari di oggi, sterminati banchi corallini. Come sappiamo, i coralli sono dei minuscoli polipi che si costruiscono le cavità ove alloggiano – una volta che hanno raggiunto la condizione di piena maturità – traendo dall’acqua di mare quelle materie minerali con le quali costruiscono la loro dimora tubolare. Una volta che, trascinati dal corrugamento orogenetico, i bassi fondali marini primordiali, sono divenuti montagne (come le Dolomiti), si sono portati dietro i loro immensi banchi corallini, che si sono fossilizzati e definitivamente mineralizzati. Ma tale evento non toglie nulla all’origine biologica – e quindi dotata di enorme affinità con le altre strutture biologiche, come il nostro organismo – di questa materia. Essa è costituita prevalentemente di una miscela di Carbonato di Calcio e di Carbonato di Magnesio, con tracce di altri elementi, in particolare Ferro ed Alluminio. Dal punto di vista mineralogico la possiamo definire un calcare magnesiaco; l’associazione di Calcio e Magnesio è, tra l’altro tipica della componente minerale di molte acque termali dotate di intensa attività terapeutica, soprattutto nelle sindromi morbose a carico dell’apparato osteo-articolare.

Azione fisiologica: il Calcio opportunamente accoppiato al Magnesio (ed il corretto rapporto tra i due elementi, nell’organismo umano garantisce l’ottimale assorbimento ed utilizzo di ambedue), viene facilmente assimilato e convogliato verso gli organi e le funzioni ove esso viene utilizzato (soprattutto la deposizione del tessuto osseo e la contrazione muscolare). A costo di apparire monotoni e pedanti, vogliamo nuovamente ricordare che la Dolomite consente un apporto ottimale di Calcio, durante gli stati carenziali, proprio perché non è solo Calcio, ma una coppia di origine biologica di Calcio e Magnesio, ed il Calcio viene utilizzato im modo ottimale SOLO se assunto in miscela opportumanente equilibriata con il Magnesio. E quale migliore equilibrio potrà esistere se non in una miscela che proviene dall’incessante lavorio – pur avvenuto milioni di anni fa – operato da esseri viventi come i polipetti dei banchi corallini!

In realtà, lo stesso discorso vale per la coppia Sodio-Potassio, ove un adeguato rapporto tra i due garantisce il miglior utilizzo biologico di entrambi; in questo caso una alimentazione ricca di verdure e cereali povera di derivati animali, garantisce l’ottimale apporto di questi due elementi.

L’apporto equilibrato tra Calcio, Magnesio, Sodio e Potassio, permette che tutte le funzioni biologiche siano condotte in maniera ideale.

Tra le azioni minori che possono essere sfruttate da questa materia, c’ è quella come sintomatico nelle pirosi gastriche, dovute ad ipersecrezione acida (la Dolomite, essendo una miscela di carbonati alcalino-terrosi, possiede un blando effetto anti-acido e tampone sulla secrezione acida dello stomaco). Poi, l’assunzione di sali di Magnesio, che vengono scarsamente assorbiti a livello intestinale, provoca una blanda azione lassativa di tipo "salino-osmotico", analoga a quella del cosiddetto "Sale inglese", costituita da solfato di Magnesio (il cui effetto è però più spiccato).

Associazioni consigliate: per il trattamento dell’osteoporosi, nei disturbi osteo-articolari e per il rapido consolidamento delle fratture, è opportuno associare la Dolomite con Equiseto in compresse (apporto di Silicio – vedi Equiseto), con capsule di Lecitina di Soja (apporto di fosfati organici a rapido assorbimento) e con i gemmoderivati di Abies pectinata, Betula pubescens (le gemme, non gli amenti), Rubus fruticosus, Sequoia gigantea e Vaccinium vitis idaea. Utile è l’abbinamento con Fieno Greco e Piantaggine (azione anche sulle strutture cartilaginee e connettivali).

Per il trattamento dei disturbi neuromuscolari (spasmofilia) , si consigli l’associazione con compresse di Artiglio del Diavolo, con soluzioni idroalcoliche di Borragine, Melissa, Papavero rosso, con i gemmoderivati di Abies pectinata, Ficus carica, Tilia tomentosa e con le perle di oli ricchi di acido gamma-cis-linolenico, come l’Olio di Oenotera o l’Olio di Borragine.

Nelle turbe della funzionalità gastrica è indispensabile associare il trattamento (che per quanto riguarda la Dolomite) è puramente sintomatico, con un trattamento "di fondo", a base di gemmoderivato di Ficus carica e di soluzioni idroalcoliche di Condurango, Liquirizia e Melissa.

Modalità d’uso : 6-8 compresse al giorno lontano dai pasti in abbinamento alle compresse di Equiseto.

 

ECHINACEA

60 compresse da 300 mg. di cui 150 mg. estratto secco ad alto titolo.

Titolo : Echinacoside 4,67

Azione fisiologica: gli effetti fisiologici e farmacologici dell’Echinacea sono stati appronditamente studiati da molte decine di anni; si era osservato che molte tribù Indiane d’America facevano un largo uso di questa pianta (della quale esistono anche molte belle varietà ornamentali), soprattutto come cicatrizzante ed antiinfetivo nelle ferite recenti e nelle ferite e piaghe infette, purulente e cronicizzate. Questo ultimo uso attrasse imediatamente l’attenzione di molti ricercatori, che videro in questa pianta immense potenzialità di utilizzo.

La droga, costituita dalle radici sia della Echinacea angustifolia che della Echinacea purpurea, contiene vari gruppi di principi attivi (Echinacoside, glucoside il cui aglicone è formato da derivati dell’acido caffeico, polisaccaridi eteroglicanici, isobutila midi, poliacetileni, inulina, fitosteroli, flavonoidi, terpenoidi e modeste quantità di un olio essenziale contenente umulene e cariofillene ed una moltitudine di componenti minori); in pratica la sua azione antisettica è netta, rapida e potente, poiché, grazie ad essa, entrano in gioco molti fattori, tra i quali una stimolazione aspecifica del sistema immunitario, attivando la fagocitosi e l’attività dei fibroblasti. Inoltre il fattore che in molti casi è determinante ed è specificamente legato alla echinacina, è quello della inibizione delle ialuronidasi tissutali e batteriche. In parole povere, possiamo dire che nei tessuti

infetti molti ceppi batterici possono prendere piede ed estendere la loro presenza secernendo questi enzimi capaci di ledere la struttura stessa del connettivo – e che è formata da polimeri proteici, come il collagene, e da polimeri glicosaminoglicanici, come quelli dell’acido ialuronico – e potere così invadere senza ostacoli bio-meccanici organi e tessuti.

Da non sottovalutare, inoltre, la energica azione anti-infiammatoria degli estratti totali della droga, che possiamo definire come "cortiso-simile", presentante cioè una certa affinità con quella attribuibile al cortisone ed analoghi farmacologici;

solo che i cortisonici possiedono anche una intensa azione immunosoppressiva, che manca (anzi, avviene esattamente il contrario!) nell’Echinacea.

Viene pertanto consigliata per combattere stati influenzali, malattie da raffreddamento e le loro complicanze batteriche. E’ attiva inoltre in tutti i tipi di infezioni a carico di tutti gli organi, in particolare quelle delle vie respiratorie, urinarie ed intestinali (bronchiti, cistiti, cisto-pieliti, uretriti, dismicrobismi intestinali, etc.). Tutti i fatti settici ed infiammatori rispondono (pur in misura diversa, a seconda dei soggetti) rispondono alla adeguata somministrazione dei derivati di questa droga.

Ad essa è attribuita (ed anche questo è un fenomeno osservabile su molti soggetti in misura diversa: su alcuni più accentuata su altri meno) una discreta azione afrodisiaca, che probabilmente è connessa con l’ottimizzazione delle funzioni immunitarie;

è difatti nota la relazione (della quale però sono poco note le cause) intercorrente tra attività immunitaria ed attività sessuale.

Molto interessante invece l’uso cosmetico, sia dal’esterno (l’azione cicatrizzante si esplica anche a livello di rughe smagliature, ridotto tono connettivale) sia – soprattutto – dal’interno, dato che, come abbiamo rilevato pocanzi, l’azione antiialuronidasica si esplica con un miglioramento della "sodezza" dei tessuti; inoltre l’Echinacea è da porsi tra quelle piante che, assunte anche per via interna, provocano un incremento della produzione dei glicosaminoglicani (e quindi delle strutture

"portanti" del connettivo dermico, come l’Equiseto, l’Iperico, la Centella.

Associazioni - come attivatore immunitario ed anti-infettivo: soluzione idrolacolica e compresse di Iperico, compresse di Uncaria tomentosa, olio essenziale di Limone, i gemmoderivati di Prunus spinosa, Rosa canina, Vitis vinifera.

Come afrodisiaco ed antidepressivo, con soluzione idrolacolica di Damiana, Iperico, Angelica, Iperico compresse ed i gemmoderivati di Ribes nigrum, Rubus idaeus, Rosmarinus officinalis, Quercus peduncolata, Betula Pubescens, Sequoia gigantea.

Come rassodante dei tessuti: compresse di Equiseto, di Centella, di Iperico.

Come riducente l’aspetto infiammatorio nella sindrome cellulitica: compresse di Centella, di Ananas, soluzione idroalcolica e gemmoderivato di Ippocastano.

Come antiinfiammatorio nelle sindromi osteo-articolari: compresse di Artiglio del Diavolo, di Ananas, di Equiseto (oltre ai gemmoderivati previsti alla scheda "Dolomite").

Modalità d'uso : 1 compressa al mattino digiuno e 1 compressa prima di pranzo.

  

ELEUTEROCOCCO

60 compresse da 300 mg. di cui 150 mg. ad alto titolo.

Titolo : 0.54% in eleuteroside E.

L'eleuterococco o Ginseng siberiano è una pianta delle zone orientali della Siberia ed aree limitrofe (Cina, Corea ). Benché noto da tempo immemorabile nella medicina orientale ha avuto una improvvisa notorietà con le olimpiadi di Mosca : secondo la stampa i buoni risultati degli atleti russi erano dovuti all'assunzione di Eleuterococco.

Azione fisiologica – La droga, costituita dalle radici, contiene un gruppo abbastanza eterogeneo (dal punto di vista chimico) di principi attivi, detti "Eleuterosidi", che gli studiosi russi (ovviamente i primi a studiare la pianta ed ad isolarne le sostanze attive) avevano definito attribuendo ad essi una lettera dell’alfabeto. Eleuteroside A è un sitosterolglucoside; E. B, è la siringina (derivato del fenilpropano); E. B1, l’isofraxidinaglucoside (derivato cumarinico); E. D e E, sono dei lignani; E. I, K, L, M, che infine sono saponine triterpeniche analoghe ai ginsenosidi.

L’ azione globale della droga presenta affinità con quella del Gin-seng (vedi scheda) – per cui si chiama anche "Gin-seng Siberiano" – ma possiede anche una sua peculiare specificità. In generale è una droga ad azione neurotonica, che favorisce la concentrazione, la resistenza allo sforzo fisico ed allo stress psichico (fa difatti parte delle droghe definite come "adattogene", che permettono di tollerare con maggiore efficacia le sollecitazioni che provengono dal mondo esterno.

Possiede inoltre una ottima azione immunostimolante, che lo pone tra le droghe di questo gruppo, come l’Astraggalo, il Gin-seng, l’Iperico, l’Echinacea e l’Uncaria.

Ma l’azione che la rende peculiare (in verità posseduta anche, pur in misura minore anche dal Gin-seng e dall’Astragalo) è il miglioramento del rendimento muscolare: in effetti, soprattutto sugli atleti durante gli allenamenti, ma anche nelle gare impegnative, l’assunzione dell’Eleuterococco ottimizza le prestazioni, riducendo il consumo di ossigeno a parità di sforzo (o permettendo uno "scatto in più" a parità di consumo, riducendo così la formazione dell’acido lattico, che rappresenta il fattore predominante sul senso di fatica fisica, durante gli sforzi prolungati.

Se poi si pensa che l’Eleuterococco, come il Gin-seng, consente di migliorare l’attenzione, la concentrazione, e la prontezza dei riflessi, si capisce come sia particolarmente indicato in quegli sport che richiedono sia un rilevante impegno fisico insieme ad un importante impegno di concentrazione psichica (tiro con l’arco, scherma, arti marziali, ma anche nel sollevamento pesi o nel lancio del disco e simili, nel salto e nella corsa).

Possiamo quindi dire che è la droga d’elezione per tutti coloro che richiedono un sostegno globale in una attività ove l’impegno fisico è finalizzato al raggiungimento di un determinato obiettivo che richiede capacità di attenzione, di valutazione e presenza di spirito.

Associazioni: con compresse di Astragalo, Gin-seng, Guaranà (per chi tollera bene le droghe caffeiche e durante le gare impegnative.); interessante l’abbinamento con l’Iperico (nelle varie forme), con la Damiana, l’Angelica ed il gemmoderivato di Ribes nigrum (durante le gare è sempre opportuno tenere alto il "tono" surrenalico).

Modalità d'uso : 1 compressa al mattino + 1 prima di pranzo ; in un periodo iniziale si può' raddoppiare l'assunzione.

  

EQUISETO

90 compresse da 500 mg. di cui 300 mg. polvere equisetum arvensis di raccolta spontanea; 80 mg. di estratto secco.

Azione fisiologica – Ricerche biomediche americane, riportate sulla rivista italiana di una importante Azienda farmaceutica, risalenti peraltro a non meno di 30 anni fa, misero in evidenza che la deposizione del Calcio sul tessuto osseo poteva aver luogo solo in presenza di una serie di fattori concomitanti (determinati ormoni, la vitamina D, ed altri minori); tra questi altri, risultò ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE il Silicio; in pratica, in presenza di tutti i co-fattori (Calcio in concentrazione adeguata ed in opportuno equilibrio con il Magnesio, ormoni e vitamine) ma in assenza o in carenza di Silicio, non si poteva avere una corretta ed ottimale deposizione del Calcio per la costruzione ed il mantenimento del trofismo osseo, cartilagineo e tendineo.

Questa scoperta apparve sicuramente singolare nell’ambito del mondo accademico e farmaceutico, che in effetti ne ha tenuto ben poco conto. Nel mondo erboristico, invece, l’Equiseto, pianta ricca di silice, è stato usato da tempo immemorabile in molti disturbi, soprattutto in quelli a carico del sistema osteoarticolare.

L’ Equiseto contiene molte sostanze dotate di importante attività biologica, ma nessuna che possa essere definita come principio attivo vero e proprio, secondo la visione chimico-farmaceutica moderna; contiene appunto la silice (calcolata come acido silicico), la cui concentrazione oscilla tra il 5 e l’8%; contiene inoltre Calcio, Magnesio, Potassio, Ferro, Manganese ed altri elementi minori; vi si trovano inoltre flavonoidi (erbacetina, equisetrina, galuteolina, gossipetina, isoquercitrina), steroli (campesterolo, isofucosterolo) ed altre sostanze come equisetonina, acido caffeico e ferulico e modestissime quantità di alcaloidi di varia natura (3-metossipirina, nicotina, palustrina).

Se l’uso d’elezione della pianta è quello dell’ottimizzazione della deposizione di Calcio nelle ossa (trattamento dell’osteoporosi ed accelerazione del consolidamento delle fratture), nonché quello del miglioramento del trofismo connettivale, cartilagineo e tendineo (abbiamo visto in altre schede che l’Equiseto fa parte delle piante che provocano l’incremento della produzione dei glicosaminoglicani), è anche vero che le sue indicazioni possono essere estese ad altre importanti sindromi morbose.

Tra queste, molto importante c’è quella legata al trattamento delle infezioni e delle infiammazioni dell’apparato uro-genitale;

in questo caso intervengono sia la frazione sterolica che, soprattutto, quella flavonoidica, che garantiscono una azione combinata molto potente, cioè diuretica, antiinfiammatoria e perfino blandamente anti-infettiva.

Non bisogna poi dimenticare che l’Equiseto presenta una considerevole attività sull’emopoiesi, facendone un ingrediente indispensabile in varie forme di anemia.

Migliora altresì il trofismo delle mucose gastriche ed intestinali, rendendolo ottimo (in adeguate associazioni) nelle forme infiammatorie (coliti soprattutto) ed ulcerose (gastrica ed intestinale).

Per uso interno presenta anche importanti azioni "cosmetiche", dato che, grazie all’apporto minerale, favorisce il miglioramento del tono connettivale (azione "rassodante"), grazie alla stimolazione della produzione dei glicosaminoglicani, giova nei trattamenti contro la caduta dei capelli e nella fragilità delle unghie e delle strutture cheratiniche in generale.

Associazioni - nel trattamento dell’osteoporosi, delle fratture e delle malattie osteoarticolari : Dolomite;e vedi anche gli altri presidi nella scheda "Dolomite", Fieno greco e Piantaggine.

Nel trattamento delle forme infettive ed infiammatorie delle vie urinarie: soluzione idroalcolica di Uva ursina, di Erica, di Mirtillo (foglie), di Iperico., di Echinacea, di Verga d’Oro e le compresse di Echinacea, Uncaria ed Astragalo. Anche in questo caso, per provocare una blanda alcalinizzazione delle urine, si può associare la Dolomite. Indispensabile un trattamento con i gemmoderivati di Calluna vulgaris , Vaccinium vitis idaea e Vaccinium myrtillus.

Quando si voglia affrontare il problema dell’emopoiesi, in vari casi di anemia, sia a carattere ereditario, che contingente (mestruazioni troppo abbondanti, emorragie di varia natura, postumi da chemioterapia o da certi tipi di antibiotico terapia), si consiglia di associare l’Equiseto con gemmoderivati di Tamarix gallica (che rimane il complementare d’elezione), di Rosa canina e di Prunus spinosa, con le compresse di Astragalo, di Rosa canina e di Lievito di Birra, con la soluzione idroalcolica di Ortica e di Romice.

Nel trattamento come "rassodante" e tonico tissutale, si consiglia l’associazione con compresse di Fieno Greco, di Centella, di Echimacea.

Come tonico delle strutture cheratiniche (capelli, unghie), è indispensabile l’abbinamento con le compresse di Lievito di Birra, di Spirulina e con la soluzione idroalcolica di Corallina.

Nelle ulcere gastriche ed intestinali (di modesta entità), si consiglia l’associazione con la soluzione idroalcolica di Piantaggine, di Liquirizia e di Condurango e del gemmoderivato di Ficus carica.

Modalità d'uso : 3 compresse al mattino a digiuno 2 compresse prima di pranzo.

  

ESCOLZIA-PASSIFLORA-PAPAVERO

60 Compresse da 500 mg. di cui 160 mg. di estratto secco di Escolzia, 160 mg. di estratto secco di Papavero e 80 mg. di estratto secco di Passiflora titolata 1,5% in flavonoidi espressi come isovitexina.

Azione fisiologica – eccoci a disposizione una belissima "squadra" di piante ad azione rilassante e – a dosi maggiori – ipnotica; sappiamo quanto sia difficile risolvere problemi di insonnia su molti soggetti altamente stressati ed iper eccitati.

Se volessimo prendere in esame le singole droghe, potremmo vedere come ognuna agisca in modo diverso, ma combinato su molti fattori che inducono e/o sostengono l’insonnia: lo stato ansioso, le tensioni muscolari cervicali e dorsali, gli spasmi della muscolatura liscia viscerale (soprattutto gastrica ed intestinale, e nel caso del Papavero rosso anche quella dei bronchi e del diaframma che provocano attacchi tussivi di origine nervosa); tutte e tre possiedono inoltre una intensa azione sedativa a carico del Sistema nervoso centrale, inducendo uno stato di rilassamento, di pace con se stessi e gli altri ed inducendo, a dosi più elevate, un sonno fisiologico, che permette un risveglio tranquillo e privo di torpore residuo; anzi risvegliandoci da un sonno indotto da questa miscela, ci accorgiamo di una ritrovata energia.

Modalità di assunzione: 4-5 compresse prima di coricarsi.

  

FIENO GRECO

90 compresse da 500 mg. di cui 240 mg. polvere di Fieno Greco + 160 mg. di estratto secco.

Rapporto D:E=4:1.

Eccipiente nell’estratto secco : maltodestrine in luogo del lattosio.

Azione fisiologica – La droga, costituita dai semi, è nota ed utilizzata sin dall’antichità; è descritta da Dioscoride, ad esempio, nella sua "Materia Medica" – I° sec. d.C. per ben due volte: nel I° Libro, Cap. 43° e nel II° Libro al Cap. 93°, vers. Mattioli; Galeno lo descrive nel suo celebre "Le virtù dei semplici medicinali" al Libro VIII°; è poi ricordato da tutti i più grandi medici Arabi, come Mesuè, Razes, Avicenna e in tutti gli erbari medievali e tardo-rinascimentali dell’Occidente.

Nell’antichità era impiegato prevalentemente nell’uso esterno, per dermatosi o per gli ascessi e nell’uso interno è celebrato soprattutto per la sua benefica azione azione a livello intestinale..

I principi attivi della pianta, che sono veramente una moltitudine, possono essere divisi in vari gruppi:

  • Saponosidi steroidici furostanici (vale a dire che all’attacco tra lo zucchero del glicoside e la struttura steroidica vera e propria, si trova un nucleo furanico), come i trigofenosidi da A a G; furanostantrioli, diosgenina, yamogenina; vi si trova anche la fenugrecina, che è il 3-peptide della diosgenina;
  • Steroli liberi: sitosterolo, colesterolo;
  • Falvonoidi: vitexina, saponaretina, omoorientina;
  • Olio essenziale, contenente il 3-idrossi-4,5-dimetil-2 (5H)-furanone, che impartisce alla droga il suo odore caratteristico;
  • La N-metilbetaina dell’acido nicotinico, detta trigonellina;
  • Polisaccaridi, che formano le mucillagini tipiche della droga e che sono costituiti prevalentemente da galattomannani;
  • Proteine (è una leguminosa, quindi queste sostanze costituiscono una parte quantitativamente importante della droga);
  • Lipidi; i semi del Fieno Greco contengono una notevole quantità di olio grasso, ricco di acidi grassi poliinsaturi (linoleico: dal 33,7% al 42%; linolenico: dal 13,8% al 21,5%), tocoferoli e pigmenti carotenoidi.

Poter una droga così ricca di sostanze attive e quindi dotata di un così ampio spettro di azione, rappresenta una risorsa fondamentale per la pratica erboristica e fitoterapica.

I saponosidi steroidici possiedono una importante azione sul sistema endocrino; ad essi è da attribuirsi un effetto anabolizzante ma scevro da effetti collaterali, impiegabile ad esempio da coloro che, come molti atleti e cultori di "body-building" , vogliono aumentare la massa muscolare, evitando l’impiego di anabolizzanti proibiti e/o pericolosi; l’azione anabolizzante degli steroidi si somma a quella nutrizionale delle proteine e dei grassi nobili che la droga contiene, ottimizzando l’assorbimento e l’utilizzo di questi preziosi nutrienti. Ripetiamo che l’impiego di questa droga può far evitare l’impiego dei "cocktail" pericolosi spesso di largo uso presso certi centri atletici.

Il complesso dei vari principi attivi conferisce poi alla droga una buona azione ricostituente (c’è chi lo ha definito una sorta di "Pappa Reale vegetale", anche perché conferisce, oltre ad un elevato tono fisico, una elevata azione neurotonica.

L’assorbimento dei nutrienti viene poi intensifica in generale ed è molto utile quando si ha a che fare con soggetti depauperati ed astenici, come bambini durante la crescita o lo studio o lo sport, donne durante la gravidanza, anziani debilitati e smagriti.

Il Fieno Greco possiede inoltre una notevole azione ipoglicemizzante, agendo sul pancreas endocrino.

E’ galattogeno, dato che favorisce la secrezione di prolattina in modo indiretto, attraverso una stimolazione ipofisaria; attraverso questa azione si ha anche una blanda stimolazione uterina.

E’ un antiossidante e favorisce tutti i processi di recupero e di riparazione organica.

A livello delle mucose gastronteriche agisce come cicatrizzante e riparativo su danni e lesioni a loro carico.

Sul sistema cardiocircolatorio agisce come blando stimolante cardiaco, con una azione cronotropa positiva e a livello del Sistema nervoso autonomo come lieve parasimpaticomimetico. Associazione con Guaranà, Gin-seng, Eleuterococco.

Grazie alla sua azione equilibrante nei disturbi della nutrizione, favorisce l’aumento di peso, qualora vi sia la necessità.

Stimola anche l’attività pancreatica esocrina e migliora in generale la digestione e l’assimilazione dei cibi;

complessivamente è un ottimo stimolante, tonificante e ricostituente, conseguentemente all’attivazione di tutti i processi vitali dell’organismo di cui aumenta il tono fisiologico : si raccomandano quindi nelle anemie, negli stati di denutrizione, nelle convalescenze prolungate e nella gracilità infantile. Associazione con MG di Abies pectinata, Betula pubescens, Rosa canina, Tamarix gallica, Ficus carica.

I C-flavonoidi conferiscono una azione diuretica, con il concorso degli steroidi che possiedono un effetto anti-ADH .

Buon ultimo, la fenugrecina inibisce la replicazione di alcuni gruppi virali, tra i quali i virus erpetici (Herpes zoster , labiale e analoghi); associazione con Echinacea, Uncaria, Iperico.

In molte regioni del mondo, soprattutto in Oriente, il Fieno Greco è impiegato nei disturbi epato-biliari, in quelli renali ed in quelli genitali, sia femminili che maschili. Tra l’altro è uno degli ingredienti principali del curry.

Lo si può quindi considerare un rimedio d’elezione soprattutto nelle malattie metaboliche (iperglicemia, ipercolesterolemia ed altre dislipemie) – Associazioni raccomandate: Carciofo, Gymnena, Garcinia.

Ne è stato raccomandato l’uso come espettorante ed emolliente nelle tossi e nelle bronchiti; sperimentazioni cliniche su pazienti affetti da tubercolosi, hanno evidenziato sia un miglioramento delle funzioni respiratorie che un miglioramento dello stato generale, del tono sia fisico che psichico ed un effetto ricostituente (associazione con il MG di Viburnum lantana).

E’ stato osservato anche un certo effetto euforizzante, antidepressivo e di miglioramento dell’umore (associazione con l’Iperico).

Buon ultimo, la sua azione sul miglioramento dell’assorbimento dei nutrienti, ne fanno un buon coadiuvante nel trattamento dell’osteoporosi (associazione con Dolomite ed Equiseto).

 Modalità d’uso : 3 compresse al mattino a digiuno, 2 compresse prima di pranzo.

 

FINOCCHIO

60 compresse da 400 mg. di cui 300 mg. di estratto secco acquoso dei frutti.

Rapporto D:E = 4:1

Eccipiente nell'estratto secco : maltodestrine in luogo del lattosio.

Azione fisiologica – droga considerata semplice, quasi banale, secondo la visione moderna; nelle antiche Farmacopee era classificato tra i Semi Caldi Maggiori, insieme ad altre Ombrellifere (potevano essere Quattro o Cinque, a seconda degli Autori, ma il Finocchio ci si trovava sempre: Finocchio, Anice, Carvi, Apio oppure Finocchio, Anice, Carvi, Sedano, Prezzemolo – ciò avvenne quando si ingenerò l’incertezza sulla reale identificazione dell’Apio – anche esso descritto da Dioscoride e da Galeno – dato che secondo alcuni Autori l’Apio era il Sedano e secondo altri il Prezzemolo; quindi tra il XVI° ed il XVII° secolo, nell’incertezza furono inseriti ambedue). Seme Caldo Maggiore per eccellenza, il Finocchio era indicato soprattutto per stimolare l’attività gastrica, per espellere o dissolvere o inibire la formazione dei gas intestinali; inoltre era indicato per rendere fluida ed espellere la "Flemma" perversa, vale a dire per fluidificare ed eliminare muchi e catarri vischiosi a vari livelli, soprattutto bronchiale ma anche intestinale e genito-urinario (coliti mucose, catarri uretrali e vaginali, e simili).

I suoi costituenti principali sono: olio essenziale (fino all’8%, contenente anetolo, fencone, estragolo, limonene, canfene, alfa-pinene, aledide anisica, gamma-terpinene.); flavonoidi (quercetina, rutina, isoquercitrina, apiina); cumarine (umbelliferone, bergaptene, psoralene, scoparone, seselina, imperatorina, xantotoxina, marmesina); contiene inoltre un olio grasso (trigliceride), alfa-amirina, mannitolo, vanillina (che contribuisce all’aroma), proteine e vitamine.

L’ olio essenziale di Finocchio è un ottimo fluidificante ed espettorante dei muchi viscosi efficace ma privo di effetti collaterali, tant’è vero che – alle dosi opportune – può essere somministrato anche ai bambini.

Possiede inoltre una potente azione galattogena e galattogoga, che probabilmente è correlata ad una stimolazione ipofisaria,

come avviene per il Fieno Greco (con il quale si può associare).

Ma l’azione di maggior rilievo è sicuramente quella a carico del sistema digerente: a livello gastrico stimola in modo fisiologico sia la secrezione che la motilità, favorendo l’appetito (preso prima dei pasti) che la digestione ( preso a fine pasto, magari accompagnato da poca acqua ben calda); possiede una importante azione spasmolitica sulla muscolatura liscia sia gastrica che intestinale, giovando sugli stati contrattivi dolorosi di tutto il tubo digerente; a livello intestinale possiede una importante azione carminativa ed antimeteorica, attraverso le quali in parte evita la formazione dei gas intestinali bloccando i processi fermentativi, in parte ne favorisce l’eliminazione ed in parte – grazie alla detta azione spasmolitica – riduce le contrazioni, i gonfiori e gli stati congestizi pelvici che a questi fenomeni sono correlati.

Associazioni raccomandate: soluz. Idrolacolica di Melissa, di Meliloto, di Camomilla, di Carvi, di Anice; con MG. Di Ficus carica (stomaco), Vaccinium vitis idaea (intestino), Tilia tomentosa (somatizzazioni).

Modalità d'uso : 1-2 compresse prima dei pasti (per i disturbi gastrici), dopo i pasti (come carminativo e spasmolitico).

Lontano dai pasti (anche 3 volte al giorno) per favorire la montata lattea nelle nutrici.

 

FUCUS

60 compresse da 400 mg. di cui 300 mg. di estratto secco acquoso.

Titolo : 0,1% in iodio

Eccipienti nell'estratto secco : maltodestrine in luogo del lattosio.

Il Fucus vesicolosus è un'alga marina (del gruppo delle Alghe brune) che vive lungo le coste dell'atlantico dalla Groenlandia all Manica; si estende fino alle isole Canarie che costituiscono il suo limite meridionale.

Azione fisiologica – L’azione per la quale è cercata ed utilizzata oggi, è sicuramente quella legata alla presenza nella droga di una rilevante quantità di Iodio che vi si trova, sia in forma inorganica che legato a proteine. Tale elemento che viene facilmente assorbito nel tratto intestinale, possiede uno spiccato organotropismo per la tiroide, dove viene introdotto negli ormoni tiroidei (triiodotironina e tiroxina). Tali ormoni esercitano una intensa azione stimolante il metabolismo basale e l’uso della droga è quindi precipuamente indicato nei trattamenti dimagranti. E’ stato usato con successo nel trattamento del "gozzo" da ipotiroidismo, quando legato alla carenza di Iodio. L’ Arsenico, presente in tracce, concorre alle modifiche metaboliche, interferendo con i processi di utilizzo delle sostanze alimentari ad alto potere calorico. Complessivamente, rappresenta uno dei presidi sui soggetti sani ma obesi o comunque sovrappeso.

Naturalmente la droga ed i suoi derivati ad elevata concentrazione sono controindicati nei soggetti affetti da ipertiroidismo, da tiroidite ed in tutti i disturbi della ghiandola per i quali non si prevedono gli effetti di una assunzione sistematica di Iodio.

In realtà la sua composizione è molto complessa ed il suo uso sarebbe giustificato in molti altri problemi.

Contiene difatti, oltre alla parte minerale (Iodio, come abbiamo detto, sia inorganico che legato alle proteine dallo 0,1 allo 03%, ma anche Bromo, Arsenico, Magnesio, Sodio, Potassio ed innumerevoli altri elementi in tracce, contiene polifenoli (floroglucinolo e suoi glucopolimeri, detti "fucoli"), steroli (fucosterolo), tetraterpeni (fucoxantina), poliidrossifenileteri (foretoli), floro-tannini ad alto peso molecolare; esteri diglicerici sulfurilglicosilici, sulfonilglicosilici e fosfonilglucosilici; mucopolisaccaridi (algina, fucoidina, laminarina); ossi-idrossi-lipidi polari.

I mucopolisaccaridi possiedono un interessante effetto a carico del sistema immunitario, inducendo la modificazione dei linfociti. I metaboliti dei derivati solforati possiedono sia una azione mucolitica, quando si formano, e mentre vengono espulsi per via renale, concorrono coi flavonoidi ad un incremento dell’azione diuretica.

I floroglucinoli ed i polifenoli, possiedono una netta azione antibiotico-simile su vari ceppi batterici.

La componente polisaccaridica conferisce una azione lenitiva e blandamente lassativa; a livello intestinale e nel tratto gastro-enterico, tale componente, unita a quella tannica e flavonoidica, esercita una importante azione anti-infiammatoria.

Infine, grazie alla varietà ed alla quantità della componente minerale, la droga costituisce un ottimo integratore di questa componente.

Associazioni – con Garcinia, Ananas, Dolomite, Equiseto, soluzioni idroalcoliche di Pilosella, Tarassaco, Linfa di Betulla.

Per il suo contenuto in iodio viene consigliato nel trattamento del gozzo e dell'obesità.

Stimola infatti blandamente la tiroide accelerando i processi metabolici legati allo smaltimento dei grassi in eccesso.E’ peraltro ricca di mucillagini e alginati ad azione blandamente lassativa e depurativa.

Modalità d'uso : 1 compressa al mattino a digiuno e 1 compressa prima di pranzo.

 

GINKGO BILOBA

60 compresse da 500 mg. di cui : 380 mg. di estratto secco titolato al 3 %

20 mg. di estratto secco titolato al 24%

Eccipienti: maltodestrine in luogo del lattosio anche nell’estratto secco.

Azione fisiologica – L’uso moderno della droga è nato dall’osservazione del suo impiego millenario nelle medicine tradizionali orientali (la Cinese in particolare); la droga è costituita dalle foglie della pianta, che è un albero appartenente al più grande gruppo delle Gimnosperme e rappresenta una sorta di "fossile vivente"; in realtà la specie si sarebbe estinta da millenni, se – pare - la sua esistenza non fosse stata rigorosamente protetta da una amorevole protezione e coltivazione nei giardini della nobiltà cinese più antica. Tra il XVIII° ed il XIX° secolo alcuni esemplari furono importati in Europa, ove essa si è adattata e naturalizzata di buon grado ed è relativamente facile trovarla nei parchi, nei giardini e lungo i viali.

Le azioni fondamentali della droga, sulla membrana cellulare e sulla microcircolazione, sono legate alla presenza di un magnifico "cocktail" di sostanze attive, che ne fanno un presidio indispensabile per molti trattamenti erboristici.

Contiene: glicosidi flavonoidici (3’-O-metilmiricetin-3-ramnoglucoside, isoramnetol-3-O-rutinoside, siringetin-3-O-rutinoside, ed altri minori); bisflavonoidi amentoflavonici (ginkgetolo, isoginkgetolo, bilobetolo); diterpeni lattonici (ginkgolidi A, B, C); sesquiterpeni lattonici (bilobalide); acido ginkgolico e idrossiginkgolico; ginkgolo; bilobolo; acido 6-idrossikinurenico.

Abbiamo accennato all’azione sulle membrane cellulari, che è operata dai bisflavonoidi, stabilizzandole e bloccando la perossidazione lipidica e la formazione dei radicali liberi. I ginkgolidi inibiscono il fattore di attivazione piastrinica (PAF), riducendo il rischio trombotico; tali sostanze riducono anche il rischio del broncospasmo nei soggetti allergici.

E’ stata rilevato inoltre un incremento della regolazione vasomotoria associata ad una riattivazione della funzionalità adrenergica (vale a dire che le terminazioni nervose simpatiche che regolano la funzionalità cardiaca e quella relativa alla regolazione del diametro dei vasi arteriosi, rispondono meglio).

Elementi dei vari gruppi di sostanze attive (in particolare i flavonoidi e i diterpeni lattonici) si legano alle pareti dei microvasi e delle vene, un po’ come l’eparina a bassi dosaggi, favorendo la microcircolazione anche a livello delle strutture venose oltre che sulle arteriose.

I derivati del Ginkgo sono quindi i presidi d’elezione per tutti i disturbi della circolazione cerebrale, soprattutto quella legata alla microirrorazione; possiede una azione protettiva e curativa sulle forme ischemiche e trombotiche e nelle vasculopatie periferiche, sia arteriose che venose e che tendono a formare edemi, ad esempi agli arti inferiori.

Giova grandemente nei disturbi otologici, sia di origine circolatoria (ronzii, tinnito e simili), sia di origine infiammatoria (il Ginkgo possiede uno specifico tropismo per l’apparato auricolare), favorendo l’azione di altri presidi con attività anti-infiammatoria generale, come l’Echinacea, ad esempio.

E’ utile inoltre negli spasmi bronchiali ed intestinali, anche su soggetti allergici e quando sia coinvolta la regolazione neuro-vasale.

I flavonoidi del Ginkgo incrementano il drenaggio biliare, favorendo la diminuzione dell’ipercolesterolemia e di altre dislipemie. Gli estratti totali hanno inoltre interessanti proprietà spasmolitiche sulla muscolatura liscia della vescichetta biliare, del coledoco e dell’intestino. Buon ultimo, è stata riscontrata una interessante azione che possiamo definire "cosmetica", dato che la droga regolarizza la secrezione sebacea, soprattutto in pelli devitalizzate e secche.

Associazioni: le piante con le quali il Ginkgo lavora meglio in "team", sono sicuramente il Cipresso ed il Biancospino, il Tiglio ed il Meliloto, soprattutto assunti in soluzione idroalcolica; "squadre" di grande successo sono quelle che forma con la Centella, con il Gin-Seng e con l’Astragalo; la migliore associazione per chi vuole potenziare a dismisura le proprie potenzialità intellettuali e di concentrazione è quella che mette insieme Ginkgo, Gin-seng o Eleuterococco, Astragalo e Lecitina di Soja.

Nei disturbi otologici, è ottima l’associazione con MG di Ribes nigrum e Carpinus betulus, con l’Echinacea in varie forme, con le compresse di Ananas.

Modalità d’uso: 2/3 compresse al giorno lontano dai pasti.

 

GINSENG

60 compresse da 400 mg. di cui 100 mg. di estratto secco ad alto titolo, ottenuto da radici centrali.

200 mg. di polvere ginseng rosso titolato

Titolo E.S. : 14% in ginsenosidi Rg1.

Azione fisiologica – Come abbiamo visto per l’Astragalo, il Gin-Seng è una pianta largamente utilizzata nella tradizione medica cinese; come l’Astragalo "crea il Qi", così il Gin-Seng lo mobilita e lo fa circolare; lo si somministra quindi – tradizionalmente – ha chi ha problemi non tanto di "povertà di energia", ma di incapacità di utilizzarla.

Dal punto di vista moderno, le sue azione sono legate alla presenza di un ricco complesso di principi attivi; i più importanti, rilevati e studiati, sono i gingenosidi, classificati in due gruppi, il gruppo dell’ oleano (Ro), del dammarano (gingenosidi Ra, Rb1, Rb2, Rb3, Rd, Re, Rf, Rg1, Rg2, Rg3, Rh1, Rh2; a loro volta nell’ambito del gruppo del dammarano ci sono quelli propanadiolici – Rb1, Rb2, Rb3, Rc, Rd – e quelli propanatriolici – Re, Rf, Rg1, Rg2, Rh1); l’interesse di questa sottodivisione sta nel fatto che i glicosidi dammaranici propanatriolici possiedono attività stimolante, mentre i propanadiolici la possiedono sedativa.

La droga contiene poi sostanze estrogeniche (estriolo, estrone, beta-estradiolo), amminoacidi, tra i quali prevale l’arginina, acidi organici (citrico, fumarico, malico, succinico), fitosteroli (campesterolo, beta-sitosterolo, stigmasterolo), praticamente tutte le vitamine del gruppo B (1, 2, 3, 5, 6, 8, 9 e perfino la rarissima – nel mondo vegetale – 12), la C e la E (tocoferoli); contiene poi tracce di olio essenziale (che conferisce alla droga il grato odore legnoso-dolce-aromatico), della colina e degli zuccheri; possiede inoltre un bel "corredo" di minerali ed oligoelementi (Alluminio, Rame, Potassio, Arsenico, Ferro, Silicio, Calcio, Magnesio, Vanadio, Cobalto, Manganese, Zinco, Fosfati).

La droga viene proposta soprattutto come tonico generale, ma soprattutto come neurotonico, in quanto – rispetto all’Eleuterococco – ottimizza soprattutto le prestazioni intellettuali, come la memoria e la capacità di concentrazione; migliora tuttavia anche le prestazioni fisiche, soprattutto come "adattogeno", termine che indica la capacità di conferire all’organismo umano ed animale la possibilità di resistere meglio a tutti i tipi di stress, fisici e psichici (grandi escursioni termiche, condizioni estreme di caldo e di freddo, affaticamento ed astenia, postumi di traumi e di sforzi rilevanti, convalescenze, preparazione per importanti impegni sportivi, gravi sollecitazioni psichiche, depressione, dispiaceri, ansia, e così via.). Ovviamente una droga che agisce in modo così rilevante sulle condizione estrreme può essere usata con vantaggio, a dosi abbastanza basse, per i nostri sforzi quotidiani. Viene ad essa attribuita anche una buona azione afrodisiaca.

Nei soggetti che non rispondono al trattamento con Gin-Seng, è indispensabile associarne la somministrazione a quella di Astragalo; in effetti i soggetti "poveri di Qi", secondo l’ottica cinese, devono essere preparati all’uso del Gin-seng con il "creatore di Qi" (che è appunto l’Astragalo).

E’ nota, infine, una azione immunomodulante ed immunoattivante degli estratti di Gin-seng.

Altre associazioni – con i gemmoderivati di Ribes nigrum, di Rosmarinus officinale, di Sequoia gigantea e Betula verrucosa semi, con l’Echinacea in compresse o in soluzione idroalcolica; in alcuni casi può essere associato a droghe eccitanti come il Guaranà, mentre nei casi di soggetti ipereccitabili, esso va assunto al mattino ed alla sera vanno somministrate droghe ad azione rilassante o sedativa (soluzione idroalcolica di Melissa, di Meliloto, di Papavero rosso, compresse di Escolzia o di Escolzia, Papavero rosso e Passiflora). In alcuni casi, in soggetti depressi e stressati, si può assistere ad un effetto che alcuni

definirebbero paradosso, nei quali la semplice assunzione di Gin-seng provoca e favorisce il sonno serale.

Ricapitolando, lo si propone come tonico, ricostituente, stimolante, per aumentare la resistenza al freddo e alla fatica, per incrementare la memoria e la concentrazione mentale, il rendimento atletico e stimolare l'attivazione della risposta immunitaria, ma anche per migliorare l’umore ed il comportamento in soggetti depressi.

Modalità d'uso : 1 compressa al mattino a digiuno, 1 compressa prima di pranzo.

 

GLUCOMANNANO

60 compresse da 400 mg. di cui 250 mg. di glucomannano.

La droga è costituita dalla frazione polisaccaridica purificata delle radici di una aracea, l’Amorphophallus konjak; tali polisaccaridi, sono detti appunto "glucomannani", dato che i monomeri glucidici sono rappresentati dal glucosio e dal mannosio. La particolare struttura del biopolimero lo rende inattaccabile agli enzimi digestivi, ma non gli impedisce di assorbire acqua e formare masse geloidi, soprattutto al livello del tratto intestinale.

La massa geloide possiede alcune interessanti proprietà: 1 – nel rigonfiarsi, attiva i recettori pressori che si trovano nella parete dell’intestino, stimolando fisiologicamente la peristalsi e quindi l’alvo; 2 – forma uno strato mucoide ad azione emolliente ed antiinfiammatoria, che quindi agisce positivamente sulle mucose infiammate e/o ulcerate; 3 – lo strato mucoide, che tende a rivestire, in modo instabile, le pareti intestinali, inibisce in buona misura l’assorbimento di nutrienti, soprattutto quelli ad elevato potere calorico, come zuccheri e grassi, riducendo di fatto l’apporto calorico complessivo, a parità di introduzione alimentare (vale a dire che mangiando le stesse cose, viene ridotto l’apporto nutrizionale e calorico).

Queste azioni combinate rendono il Glucomannano indispensabile nelle diete dimagranti, nelle coliti infiammatorie ed ulcerose, nelle dislipemie (ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, etc.) ed in altre turbe del metabilismo (ad esempio anche nel diabete).

Inoltre, la tendenza del biopolimero a formare masse geloidi anche a livello gastrico, provoca un gradevole effetto di sazietà togliendo il senso di fame, che tanto influisce nella formazione del soggetto obeso.

Il glucomannanno, in tutto il tubo digrente, rigonfiandosi e creando un velo mucoide intorno alle particelle di cibo, ostacola l’azione degli enzimi digestivi; tale azione si somma a quella limitante "meccanicamente" l’assorbimento delle sostanze

nutritive e nel ridurre l’apporto calorico.

Associazioni consigliate: compresse di Fucus, Garcinia, Ananas, Carciofo e Tarassaco, Equiseto, soluzione idroalcolica di Pilosella, di Curcuma, di Betulla, di Bardana, gemmoderivati di Linfa di Betulla, di Fraxinus excelsior, di Rosmarinus officinalis.

Modalità d’uso : 2/3 compresse prima dei pasti con un bicchiere d’acqua.

 

GUARANA'

60 compresse da 400 mg. di cui 300 mg. di estratto secco acquoso.

Rapporto D:E=5:1 . Titolo in Caffeina 8 %.

Eccipiente dell'estratto secco : maltodestrine in luogo del lattosio.

Azine fisiologica - I semi di questa pianta vengono impiegati quali stimolanti e tonici per il loro contenuto in caffeina ; la droga è comunque ricca di tannini che moderano l'effetto eccessivo della caffeina distribuendolo nel tempo attraverso una lenta cessione che ne prolunga l'azione. Secondo la leggenda, la piante nasce dagli occhi di un semidio del Pantheon indio-amazzonico: in effetti i frutti maturi, dai quali si trae il seme, somigliano a grappoli di occhi aperti e vigili.

In realtà, l’azione globale della droga è si legata alla presenza di caffeina, ma la sua funzione non è solo di tipo eccitatorio; l’uso del Guaranà garantisce una azione prolungata nell’arco della giornata, ove ad un elevato tono neurale è associata una migliore concentrazione, una vista più acuta e dei riflessi più pronti e scattanti. Se ne consiglia in ogni caso l’uso per periodi di 15-20 giorni intervallati con momentanee sospensioni di almeno 4-5 giorni. E’ opportuno assumerla al mattino, alla dose gionaliera, che va calibrata in relazione alle necessità ed alle caratteristiche individuali.

Nei soggetti ipereccitabili, nervosi e sensibili agli alcaloidi xantinici (caffeina, teofillina, teobromina, etc.), il prodotto va assunto solo in occasione di speciali prestazioni (guida di automezzi per ore, prima di gare sportive non competitive, prima di esami o prove di concorsi e simili) e sempre nella prima mattina.

Associazioni: in concomitanza ad elevate prestazioni fisiche e sportive, con Eleuterococco o Gin-seng e Astragalo; nei soggetti depressi con Iperico in varie forme e con la soluzione idroalcolica di Angelica; in tutti i casi può essere associato a dosi maggiorate di MG di Ribes nigrum, affinchè si possano sfruttare appieno le proprietà stimolanti surrenaliche di quest’ultimo.

Modalità d'uso : 1-2 compresse al mattino. 1 compressa dopo pranzo.

 

IPERICO

60 Compresse da 500 mg. di cui 400 mg. di estratto secco titolato 3% in Iperforina.

Azione fisiologica – Da millenni (sono descritte le proprietà della pianta e di un certo numero di varietà e specie affini, nella "Materia Medica" di Dioscoride, che – come è noto – nel I° sec. d.C. raccoglie le conoscenze farmacologiche di area mediterranea risalenti a loro volta ad epoche ancora precedenti) la droga è utilizzata per il suo straordinario potere cicatrizzante ed antiinfiammatorio nell’uso esterno. In realtà molti dei sinonimi greci della pianta fanno riferimento a queste eccezionali proprietà: "androsaemon" (= sangue umano), "corion" (= cuoio, ma per estensione la superficie cutanea) ed anche "chamaepytin" (= che somiglia al Pino – per l’odore resinoso, legato alla presenza di pineni nell’olio essenziale).

In epoche recenti, con le modalità tipiche della scienza moderna, tutte le proprietà attribuite dagli antichi alla pianta sono state confermate e con dovizia di dati farmacologici e clinici.

Ma non basta; agli inizi degli anni ’80, sono state evidenziate altre interessanti proprietà nell’uso interno della droga e dei suoi derivati ricchi (o arricchiti con particolari tecniche estrattive) di un particolare gruppo di principi attivi (i derivati naftodiantronici).

La droga contiene una varietà di sostanze attive che concorrono alle sue meravigliose virtù:

derivati naftodiantronici in forma glicosidica, che possono raggiungere una concentrazione che va dal 0,1 al 0,3% (ipericina, pseudoipericina, isoipericina, protoipericina); flavonoidi (anche questi in elevatissima concentrazione: dal 0,5 all’ 1%, come l’iperoside, il rutoside, la I 3,II 8-biapigenina – biflavone); modesta ma significativa concentrazione di un olio essenziale (2-metilottano, n-nonano, n-undecano, pineni, cariofillene, umulene, ottanale, decanale ed altri componenti minori); prenilfloroglucinoli (3%, soprattutto come iperforina); tannini catechici (che raggiungono concentrazioni dall’8 al 12%);

flobafeni, steroli, triterpeni.

L’ ipericina isolata o in estratti altamente purificati, ha mostrato una rilevante azione IMAO (inibitrice delle monoaminoossidasi A e B); vale a dire che essa inibisce una importante attività enzimatica, cioè quella che porta alla degradazione di quelle che vengono in chimica farmaceutica definite "monoamine" e cioè le catecolamine (adrenalina e nor-adrenalina) e la serotonina, che è uno dei principali mediatori chimici responsabili di molte funzioni neurali.

L’effetto finale è antidepressivo e di netto miglioramento dell’umore; nei soggetti malinconici, depressi, introversi, ansiosi e preoccupati, l’assunzione di estratti concentrati in ipericina, può rappresentare una vera e propria "ancora di salvezza", soprattutto se associata ad altre sostanze ad azione sinergica.

I flavonoidi possono concorrere al miglioramento dell’umore in quanto possiedono una rilevante azione diuretica e colecistocinetica, attraverso la quale si attiva la detossicazione dell’organismo; è difatti noto che lo stazionamento nel circolo sanguigno di scorie metaboliche non espulse, aggrava molte sindromi depressive ed il conseguente "cattivo umore".

L’iperforina, prenilfloroglucinolo - analogo agli acidi floroglucinolici amari, presenti nel Luppolo – conferisce ai preparati una intensa azione antibiotico-simile su molti ceppi batterici.

La sinergia tra ipericina (ed analoghi), tannini ed alcuni componenti dell’olio essenziale garantisce l’azione cicatrizzante ed antiinfiammatoria, favorendo inoltre la granulazione e la riepitelizzazione; tale sinergia possiede anche una ottima azione antisettica, che ne permette l’impiego nell’uso esterno, in ferite, piaghe ed ustioni (che è, come abbiamo visto l’impiego più antico e tradizionale.

Ma la sinergia sopra accennata può essere vantaggiosamente sfruttata anche nell’uso interno, nel trattamento dell’ulcera gastrica e gastro-duodenale e nelle coliti ulcerose.

Recentemente è stata rilevata una importante azione multipla nel trattamento di molte forme virali (tra le quali perfino quella da HIV, che – ovviamente - rimane a tutt’oggi a livello sperimentale): i preparati a base di Iperico agiscono sia interferendo con la replicazione dell’acido nucleico virale, sia incrementando l’attività del sistema immunitario. L’ incremento dell’attività immunitaria è utilizzabile in molte altre sindromi infettive o che comunque richiedano – anche a scopo preventivo – un aumento delle naturali difese dell’organismo.

Associazioni: come antidepressivo è opportuna l’associazione alle compresse a base di Gin-seng, Eleuterococco, Astragalo, alle soluzioni idroalcoliche di Angelica, di Damiana, di Basilico, ai MG di Ribes nigrum, Betula verrucosa semi e Rosmarinus officinalis.

Nel trattamento dell’ulcera gastrica e gastroduodenale è indispensabile associare l’Iperico al gemmoderivato di Ficus carica ed alle soluzioni idrolacoliche di Condurango, Liquirizia, Consolida.

Come stimolatore immunitario è utile l’associazione con le compresse di Astragalo, di Eleuterococco, di Gin-seng, di Echinacea, di Uncaria, oppure con le loro soluzioni idroalcoliche .

Modalità di assunzione: 2 compresse al mattino e 1 al pomeriggio.

 

MIRTILLO NERO

60 compresse da 450 mg. di cui : 280 mg. di E.S. da frutto fresco titolato in antocianosidi 1%.

20 mg. di E.S. titolato al 15 % in antocianosidi espressi come antocianidine.

 

Azione fisiologica – Durante la seconda Guerra modiale, fu osservato che i piloti della RAF (Royal Air Force) inglese che assumevano succo di Mirtillo prima delle operazioni belliche notturne, avevano un netto miglioramento della visione notturna e crepuscolare, segno inequivocabile dell’ottimizzazione della funzione retinica. Ricerche successive, hanno permesso di rilevare che la droga rappresenta un rimedio d’elezione sia nel trattamento dei danni retinici di origine circolatoria e di altra origine, sia come preventivo per la protezione della funzione retinica.

Le bacche mature del Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus) contiene varie sostanze, ma quelle che possono essere definite come vero e proprio principio attivo appartengono al vasto gruppo dei pigmenti antocianici, in forma glicosidica; per intenderci sono quelle sostanze che conferiscono a fiori e frutti (ma anche a molte foglie e fusticini) i colori azzurri, violetti e rossi e tutte le loro gradazioni intermedie e che sono idrosolubili (i colori vegetali rossi che sono oleosolubili sono invece costituiti dai pigmenti carotenoidi che rappresentano i precursori della Vitamina A – vedremo nei dettagli nelle schede dedicate alla Carota ed al Germe di Grano); tali antocianosidi sono presenti naturalmente in concentrazioni intorno allo 0,25% ed i costituenti principali sono i glucosidi del delfinidolo (delfinidina), del malvidolo (malvidina), del cianidolo (cianidina) e del petunidolo (petunidina); tali denominazioni sono prese dalle piante nei cui fiori sono state rilevate per la prima volta (Delphinium, Malva, Fiordaliso, Petunia).

Come principi attivi accessori, ma di considerevole importanza, si trovano i flavonoidi (asperuloside, quercitrina, quercetin-3-ramnoside, isoquercetina, solo per dire i più abbondanti), che concorrono all’attività degli antonacianosidi e la potenziano.

Nelle bacche mature si trovano inoltre la Vitamina C, anche essa potentemente sinergizzante, tannini, pectine, arbutina, carotenoidi, alcaloidi indolici e chinolizidinici; contengono anche acidi organici, come il malico, il succinico, il lattico, il citrico, il chinico ed altri ancora.

Il gruppo dei principi attivi principali (gli antociani) in combinazione con gli altri polifenoli (flavonoidi e tannini) e con la Vitamina C, possiede una intensa attività protettrice sulle tuniche vasali di arterie e vene, che si esplica al massimo grado sulla microcorcolazione. La permeabilità capillare viene ridotta, come viene ridotta la aggregabilità piastrinica, attraverso un meccanismo prostaglandino-12-simile. L’azione complessiva è netta e potente soprattutto al livello retinico, del quale, dicevamo, il Mirtillo nero rappresenta il rimedio d’elezione. Tale "cocktail" interviene inoltre sulla capacità rigenerativa della porpora retinica, agendo sia in senso riparativo sulle sue lesioni che – nei soggetti sani – migliorando la visione notturna e crepuscolare. Importante è questa azione soprattutto nei soggetti diabetici, ove il danno retinico rappresenta una delle maggiori conseguenze dell’evoluzione della malattia; la droga inoltre (anche se le foglie del Mirtillo nero sono considerevolmente più potenti, in questo caso), possiede anche una blanda azione ipoglicemizzante.

Un altro distretto organico ove il Mirtillo nero agisce con singolare efficacia è l’intestino; l’azione antidiarroica ed antiinfiammatoria a questo livello è nota fin dall’antichità ed è assolutamente priva di effetti collaterali dannosi (tanto da poter essere prescritta durante la gravidanza, nella prima infanzia ed in tutte le situazioni di crisi, ove altri rimedi possono provocare disturbi). Sempre a livello intestinale, agendo sulla microcircolazione e sugli edemi correlati, oltre alla azione tonica ed antiinfiammatoria, viene dato un consistente riequilibrio alla flora batterica, turbata da trattamenti antibiotici, disordini alimentari e così via.

Le proprietà antiinfiammatorie ed antiedemigene sono sfruttabili anche nelle affezioni del cavo orale.

 

Associazioni: nel trattamento delle retinopatie ed in tutti i disturbi della microcircolazione, è importante l’utilizzo di droghe ad azione sinergica come il Ginko biloba, la Rosa canina, il Cipresso ed il Biancospino.

Nei disturbi intestinali, è utile associare la droga a piante tonico-astringenti, come l’Equiseto e la Rosa canina, antiinfiammatorie, come l’Echinacea e l’Uncaria.

Interessante l’applicazione cosmetica (ma anche l’assunzione per via interna mostra importanti vantaggi), nelle forme di couperose, acne rosacea e pelli delicate e facilmente irritabili dagli agenti esterni.

Modalità d’uso : 2 - 3 compresse al giorno lontano dai pasti.

 

GARCINIA CAMBOGIA

60 compresse da 400 mg. contenenti 300 mg. di estratto secco al 60% di Acido Idrossi-citrico.

Azione fisiologica – Questa è una di quelle droghe di recente introduzione nella nostra area geografica, dato che cresce spontanea in una vasta area dell’Oriente (India meridionale, Indocina, Filippine, etc.).

Ha avuto subito un enorme successo, in parte perché è risultata attiva in casi ove altre piante non avevano dato significativi risultati o non potevano essere utilizzate, in parte perché alcuni autori e – soprattutto – alcune aziende, la hanno fatta divenire "alla moda". Dato che la pianta viene proposta come coadiuvante nel trattamento dell’obesità e nelle diete dimagranti, è subito apparsa interessante come alternativa alle fonti di Iodio tireo-stimolanti (leggi Fucus ed altre alghe) per i soggetti che queste fonti non possono utilizzare (soggetti affetti da ipertiroidismo, da tiroidite, da intolleranza allo Iodio o ai derivati alginici e così via).

Azione fisiologica – L’azione che ci interessa in questa pianta è legata alla presenza di una sostanza che in natura è piuttosto rara (l’acido idrossi-citrico), anche se vi si trovano molte altre sostanze utili all’economia organica (flavonoidi, vitamine, sali minerali, etc.). In commercio si trovano degli estratti secchi ricchi in acido idrossicitrico, che per renderlo più stabile viene salificato con Calcio; come sale di Calcio non solo è più stabile, ma ne viene favorito l’assorbimento. Il meccanismo d’azione si esplica sostanzialmente attraverso due vie: una metabolica ed una neurale, che alla prima è connessa. L’ acido idrossi-citrico interferisce con i meccanismi enzimatici che portano alla sintesi degli acidi grassi a partire dai precursori glucidici (zuccheri assimilabili). L’ eccessiva assimilazione di zuccheri ad alto potere calorico, soprattutto nei soggetti a metabolismo basale ridotto o sedentari, porta ineluttabilmente all’incremento dei depositi adiposi, attraverso quel meccanismo si sintesi degli acidi grassi, con il quale l’acido idrossi-citrico interferisce.

I glucidi liberi, non inviati verso le linee metaboliche consuete, vengono indirizzati verso le linee enzimatiche che portano alla sintesi del glicogeno, che rappresenta una fonte di riserva di "utilizzo rapido" alternativa a quella adiposa (che è invece una riserva per l’ "utilizzo lento", non immediato); il glicogeno è un polisaccaride (si tratta di un polimero del glucosio che presenta analogie con altri polimeri di origine vegetale, come la cellulosa e l’amido) che si deposita soprattutto nei muscoli e nel fegato, organi che necessitano di depositi energetici di pronto utilizzo.

Come effetto collaterale – non sgradito – si ha anche una interferenza con la sintesi del colesterolo endogeno e con la produzione di trigligeridi circolanti nel flusso ematico: è quindi una droga che èutile nel trattamento delle dislipemie.

La incrementata sintesi del glicogeno attiva una catena di "chemio-messaggeri" che vanno a colpire recettori neurali a livello centrale e che bloccano i centri del senso della fame e attivano quelli della sazietà. Questo fenomeno è interessante, in quanto, mentre non ci sono limiti ai depositi adiposi, i depositi di glicogeno sono invece sottoposti a rigorosi vincoli quantitativi e non possono superare determinate quantità, sia nei muscoli che nel fegato.

Ricapitolando, il meccanismo d’azione della droga, legato alla presenza dell’acido idrossi-icitrico, attiva un doppio effetto, uno metabolico, sul blocco della sintesi degli acidi grassi, che andrebbero ad incrementare i depositi adiposi ed uno nervoso, inibendo i centri della fame a livello centrale, dato che le materie ad alto tenore calorico vengono "deviate" verso la sintesi del glicogeno.

Associazioni: Nei soggetti senza problemi tiroidei, al Fucus; in questi ed in tutti gli altri, all’Ananas, alle soluzioni idroalcoliche di Pilosella e di Tarassaco, al gemmoderivato di Frassino, alla Linfa di Betulla.

 

OLIO DI CAROTA

70 capsule da 470 mg. di cui 390 mg. di olio di carota.

Titolo : per 100 g. di prodotto : Betacarotene 41 mg.

Modalità d’uso : 4 capsule al giorno lontano dai pasti.

Azione fisiologica – costituito dall’estrazione oleosa di radici di Daucus carota naturalmente ricche in caroteni (che in realtà sono miscele complesse di analoghi, variamente sostituiti, detti alfa, beta, gamma, etc.); una molecola carotenoide corrisponde al dimero del precursore della Vit. A vera e propria, l’acido retinoico (che viene somministrata anche come alcool corrispondente, che rimane sempre un precursore, il retinolo).

La vitamina A è uno dei fattori determinanti ed indispensabili per la "costruzione" dei sistemi enzimatici che concorrono alla produzione dell’ RNA (acido ribonucleico), che a sua volta rappresenta il "trait d’union" tra corredo genetico cellulare (DNA cromosomiale) e sintesi proteica; le strutture proteiche, poi, a loro volta sono sia i tessuti portanti non rigidi sia i sistemi enzimatici e quindi il complesso delle funzioni organiche. La carenza di questa vitamina rappresenta quindi un "handicap" assoluto dal punto di vista di tutte le funzioni cellulari; essa possiede poi tutta una serie di effetti accessori, come antiossidante ed antiradicalico e come stimolatore melanico (favorente l’abbronzatura).

L’ suo che si può fare di questa sostanza può essere di tipo che potremmo definire "proprio" e di tipo "improprio";

l’uso "proprio" è quello relativo a possibili o presumibili carenze di questa vitamina (vari tipi di dermatosi, alcune forme dismetaboliche, disturbi alla vista – dovuti a turbe della sintesi della porpora retinica Vit. A dipendenti) e che sono peraltro piuttosto rare. L’ uso improprio è invece quello di indurre una sorta di accumulo che potremmo definire potenzialmente "sub-tossico" (la vitamina ed i suoi precursori si accumulano nei tessuti adiposi, che quindi fungono da riserva oltre che energetica anche vitaminica – e di tutte le altre vitamine liposolubili, come la D, la E , la F, la K). Proprio per la loro capacità di accumularsi in tessuti specializzati (come quelli adiposi) le vitamine liposolubili – come la A – e nel venire utilizzate e smaltite molto più lentamente di quelle idrosolubili (come quelle del gruppo B, la C, la PP, etc.) possono tendenzialmente raggiungere dosaggi vicini alla tossicità; è chiaro che l’intossicazione da vitamine liposolubili è un fenomeno estremamente raro e di difficilissima osservazione, ma è anche vero che l’organismo dispone di efficienti dispositivi per la protezione dell’organismo da questi fenomeni; ora, la vitamina A si forma nell’organismo a partire dai precursori (pigmenti carotenoidi) grazie ad una catena di eventi biochimici attivati soprattutto dall’irraggiamento UV. "Caricare" l’organismo di precursori carotenoidi induce alla formazione di strutture protettive contro l’irraggiamento UV, come la sintesi melanica, nelle cellule dermiche ed attivando quindi tutti quei processi che conducono verso l’abbronzatura. Tale fenomeno avviene naturalmente, ma la presenza nell’organismo di dosaggi più alti di queste sostanze, accelera e potenzia grandemente questi eventi; quindi, l’assunzione di olio di Carota favorisce l’abbronzatura con un mezzo che abbiamo definito "improprio", dato che sfrutta la possibilità di una sorta di sub-intossicazione da vitamina A.

Intendiamoci, poi alla fine non avremo certo danni da questa assunzione, dato che in ogni questa vitamina è assolutamente indispensabile per una grande quantità di processi biologici e non potremo averne che vantaggi (anche perché per indurre fenomeni tossici con il nostro prodotto dovremmo assumerne quantità tali che rasentano l’indigestione – vale a dire alcune intere confezioni in una giornata!).

Secondo recenti studi, è stata rilevata una importante azione protettiva contro il cancro.

Associazioni - E’ opportuno associare le perle di Carota con le perle di Olio di Germe di Grano, per la loro ricchezza di vitamina E (tocoferoli), mentre è opportuno assumere altri oli, ricchi in grassi altamente poliinsaturi, come la Borragine e l’Oenotera, almeno a 6-8 ore di distanza dall’assunzione della Carota.

Particolarmente interessante è l’abbinamento Carota – Mirtillo nero per la protezione del trofismo retinico o per curarne le eventuali lesioni; l’olio di Carota è comunque indispensabile per una vista ottimale, come del resto per le condizioni della pelle, ma anche per le funzioni epatiche, midollari e del sistema endocrino, nervoso ed emopoietico in generale.

 

OLIO DI GERME DI GRANO

70 capsule da 470 mg. di cui 390 mg. di olio di germe di grano pressato a freddo.

Titolo : per 100 g. di prodotto : vit E (Tocoferoli) 60 mg.

Modalità d’uso : 4 capsule al giorno lontano dai pasti.

Azione fisiologica – L’azione complessiva di questa sostanza è legata alla sua composizione, che ne fanno uno dei nutrienti

più importanti; allo stato grezzo, difatti, contiene pigmenti carotenoidi (provitamina A), acidi grassi poliinsaturi, come il linoleico ed il linolenico (vitamina F), tocoferoli (vitamina E); inoltre tali sostanze hanno un reciproco equilibrio che ne permette l’ottimale utilizzo da parte dell’organismo.

 

OLIO DI BORRAGGINE

70 capsule da 470 mg. di cui 390 mg. di Olio di borraggine.

Titolo : 18-20 % G.L.A.

ModalitÀ d’uso : 2-4 capsule al giorno lontano dai pasti.

Azione fisiologica – L’olio di Borragine è la fonte più importante che si conosca di acido gamma-cis-linolenico – detto "GLA" (raggiunge e supera talvolta il 26%!); il GLA permette una estrema accelerazione della produzione di alcune prostaglandine, fattori ormonali che rappresentano i mediatori biochimici di una moltitudine di processi vitali, soprattutto in relazione alle risposte immunitarie ed infiammatorie e nell’equilibrio ormonale generale, ma soprattutto quello a carico dell’apparato sessuale. In effetti l’assunzione regolare di oli ricchi di GLA (come anche quello di Oenothera) previene ed allevia la cosiddetta "PMS" (Sindrome pre-mestruale) , come spasmi uterini, turbe dell’umore, cefalea, etc.

E’ utile nel trattamento di molte dermatosi, dagli eczemi alle foruncolosi, nelle turbe della crescita dei bambini, nella sterilità e negli stati pre-menopaiusa e nella menopausa. Hanno pure un ottima azione nelle sindromi circolatorie arteriose che conducono all’ipertensione; è stata prevista anche una azione preventiva ed anche terapeutica su alcune forme di cancro e nel trattamento generale della sclerosi multipla.

Dobbiamo però ricordare che l’assunzione di oli ricchi in GLA (come del resto quelli ricchi in Carotenoidi ed in vitamina F), vanno SEMPRE ASSOCIATI a sostanze anti-ossidanti, come la vitamina E (olio di Germe di Grano) o vitamina C (Rosa Canina) o antocianosidi (Mirtillo nero), meglio se con più tipi di questi.

 

OLIO DI OENOTHERA

70 capsule da 470 mg. di cui 390 mg. di olio di oenothera.

Titolo : G.L.A. 9 – 8,50%.

Modalità d’uso : 4 capsule al giorno lontano dai pasti.

Azione fisiologica – Praticamente le stesse dell’Olio di Borragine; esso è vero che è più povero in GLA, ma è stato anche il primo ad essere seriamente studiato in molte gravissime sindromi, prima tra tutte la sclerosi multipla, per la quale ha dato risultati che, al tempo degli studi, parvero miracolosi. Possiamo inoltre dire che, qualora si voglia un effetto di mantenimento e si voglia applicare il preparato in soggetti molto delicati ed in parte carenti di sostanze anti-ossidanti, l’olio di Oenothera può risultare più vantaggioso di quello di Borragine, che va sempre associato a notevoli quantità di vitamina E (tocoferoli) o vitamina C (acido ascorbico), pena il rischio di formazione di radicali liberi.

Associazioni: le stesse di quello di Borragine.

 

PRIMAVERA

120 compresse da 375 mg. di cui 320 mg. di estratto secco miscelato di Cassia,

Aloe,Psillio,Anice,Finocchio,Melissa.

Azione fisiologica - Si tratta di una composizione molto ben bilanciata tra droghe ad azione lassativa (come la Cassia e l’Aloe), droghe ad azione carminativa e spasmolitica, come l’Anice, il Finocchio e la Melissa con l’aggiunta di una droga ad azione emolliente, rinfrescante ed antiinfiammatoria ed in più blandamente lassativa, come lo Psillio.

L’ azione globale è piuttosto energica, ma – se opportunamente dosata e somministrata a soggetti abitualmente stitici – scevra di effetti collaterali, come spasmi intestinali, doloretti colici e simili. E’ preferibile iniziare con dosaggi modesti, aumentando via via, fino a trovare il dosaggio personalizzato; è opportuno assumere le compresse alla sera, prima di coricarsi ed aspettare 18-24 ore prima di prenderne una dose maggiore.

E’ chiaro che questo è un prodotto da usare non in modo sistematico e quotidiano (tranne che in alcuni soggetti particolarmente "pigri"), ma da usare mediamente 2 – 3 volte alla settimana. Periodicamente può essere utile che lo prendano anche i soggetti non stitici, magari 1/2 o ¼ di compressa, per attivare la coleresi e liberare l’intestino.

In generale essa non presenta effetti collaterali di rilievo e non dà assuefazione, ma è opportuno che non venga somministrata in gravidanza e nella prima infanzia.

Modalità d'uso : ogni persona deve trovare il suo dosaggio che solitamente è di una compressa alla sera, ma, a volte, può variare da 1/2 a 2 compresse da prendere la sera prima di coricarsi

 

PROPOLIS

60 compresse da 400 mg. di cui 200 mg. di Propolis estratto secco

100 mg. di estratto secco Timo.

Titolo : 2,5 % flavonoidi totali calcolati come Galangina.

Azione fisiologica – anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una composizione contenente Propolis depurato ed estratto secco di Timo; questa coppia manifesta in pieno una azione fondamentale, quella antisettica, tipica di ambedue le droghe. La Propolis ed il Timo vengono descritta da Dioscoride nella sua "Materia Medica"; ad ambedue sono attribuite importanti azioni, quella di avere uno specifico tropismo per l’apparato respiratorio e per l’apparato genito-urinario, quella di fluidificante i muchi viscosi e di possedere (soprattutto la Propolis) una intensa azione antiinfiammatoria.

Ambedue, secondo la visione moderna, possiedono una intensa attività antisettica e perfino antimicotica; la Propolis deve questa attività sia alla parte flavonoidica (il cui componente più importante è la Galangina) – che ne giustifica il tropismo genito-urinario – sia alla parte resinoso-aromatica; questa parte è ricca di componenti, come l’aldeide cinnamica ed omologhi che possiedono di per sé energica proprietà battericide, batteriostatiche ed antimicotiche; inoltre altre componenti, come i tannini ed altri polifenoli (ma anche i flavonoidi stessi non sono estranei a questa azione), conferiscono quell’ effetto anti-infiammatorio, cicatrizzante e decongestionante, che ad esempio lo rendono impareggiabile nelle affezioni del cavo orale.

Il Timo contiene un olio essenziale ricco di fenoli, tra i quali il timolo ed il carvacrolo, che sono tra i più potenti antisettici e micostatici che si conoscano; esso possiede anche una energica azione fluidificante bronchiale, e buon ultime è anche un buon immunostimolante e perfino un blando neurotonico. Non dimentichiamo poi, che il Timo è anche un potente stimolatore della secrezione gastrica e di quella biliare; le migliorate condizioni digestive migliorano di molto anche molti altri disturbi, soprattutto quelli a carattere catarrale.

Tutte queste azioni combinate ne fanno la squadra d’elezione per combattere i malanni da freddo, come faringiti, bronchiti, tossi con catarro, ma anche tutta una serie di affezioni genito-urinarie, sia di origine batterica, che fungina (candida) che semplicemente infiammatoria.

In generale se ne raccomanda l'uso in ogni tipo di infezione, come bronchite, malattie da raffreddamento, influenza, febbre, cistite, colite etc.

Associazioni – Echinacea, Uncaria, Rosa Canina, MG di Ribes nigrum, Carpinus betulus, Viburnum lantana.

Modalità d'uso : da 4 a 8 compresse al giorno distribuite nell'arco della giornata lontano dai pasti.

 

ROSA CANINA SENZA SEMI

60 compresse da 400 mg. di cui 300 mg. di estratto secco di Rosa canina senza semi .

Rapporto droga/estratto 4:1.

Azione fisiologica – la droga, costituita dalla parte esterna delle bacche, è ricca di acidi organici (citrico, malico, tartarico, fumarico), tannini, flavonoidi ed altri polifenoli, vitamina C (acido ascorbico), che oggi viene considerata il vero e proprio principio attivo della pianta; in realtà è la sapiente sinergia realizzata da Madre Natura, che fa della Rosa Canina un rimedio per vari tipi di disturbi. In realtà è il complesso vitamina C – polifenoli, che garantisce l’azione globale.

La Rosa canina viene quindi impiegata con successo nelle malattie da raffreddamento e come bevanda di conforto.

Ma l’uso tradizionale, oggi in parte misconosciuto, è quello di rimedio d’elezione delle affezioni epatiche e renali;

secondo gli antichi, la Rosa canina era da impiegarsi per "rinfrescare" il fegato e per sbloccare il "trabocco di fiele"; vale a dire che essa è utile – come del resto tutte le piante moderatamente "Fredde" secondo la Dottrina Umorale, come la Gramigna, la Piantaggine, la Bardana, la Cicoria, etc. – in tutti quei casi in cui il fegato è congestionato e non svolge la sua funzione, quando esso è ingrossato e steatosico oppure quando ci sono lievi forme di ittero.

La Rosa canina era poi considerata grande rimedio per le affezioni renali, sia infiammatorie che per le calcolosi e la renella.

Associazioni – Come anti-infettiva va associata ad Echinacea o Uncaria ed alla coppia Propolis-Timo, ai gemmoderivati visti nella scheda precedente; per le calcolosi va associata all’Uva ursina, alla Linfa di Betulla; per i problemi epatici al Cardo Mariano ed al MG di Rosmarinus officinalis, Juniperus communis e Secale cereale.

Modalità d’uso : 2 compresse al mattino a digiuno e 2 al pomeriggio.

 

GINSENG - OLIO DI GERME DI GRANO - PAPPA REALE

60 capsule contenenti : 50 mg. di Estratto secco di Ginseng titolato al 14% in ginsenosidi Rg1, ottenuto esclusivamente dalle radici centrali del Ginseng; 290 mg. di Olio di germe di grano ottenuto da spremitura a freddo; 20 mg. di pappa reale liofilizzata.

Azione fisiologica - E’ una classica miscela di sostanze naturali con azione tonica, ricostituente, stimolante. Migliora la risposta dell’organismo ai vari stress : viene infatti consigliata per come rinvigorente per sportivi, come stimolante immunitario nei vari casi di deperimento e indebolimento organico, per migliorare il rendimento scolastico.

In realtà, questa "squadra" contiene tutti i "pezzi da novanta" della ricostituzione organica, dal punto di vista strettamente fisico che neurale. Il Gin-seng, come abbiamo visto, è una droga potentemente neurotonica, fa circolare le nostre energie ci mette in condizioni di affrontare – quasi – senza danno stress ed estreme condizioni ed inoltre stimola le difese immunitarie; l’olio di Germe di Grano è una fonte primaria di vitamine liposolubili (A, E, F), a dosaggi moderati ma altamente assorbibili, efficaci e naturalmente equilibrate tra di loro; la Pappa Reale è un "cocktail" di acidi grassi rari e preziosi, sostanze ormonosimili che agiscono positivamente sull’umore e sulle condizioni emozionali ed infine proteine di elevatissimo valore nutrizionale e di rapidissimo assorbimento. Il risultato finale è una ottimizzazione generale di tutte le condizioni – come dicevamo – fisiche, dallo stato della pelle al rendimento muscolare, dal miglioramento dell’umore all’ incremento delle capacità di concentrazione e di memoria.

Modalità d’uso : 2/3 capsule al mattino a digiuno.

 

UNCARIA TOMENTOSA

60 compresse da 500 mg. di cui 400 mg. di estratto secco di Uncaria D:E=5:1 Titolo 3% alcaloidi ossindolici totali.

Eccipienti nell’estratto secco: maltodestrine in luogo del lattosio.

Azione fisiologica – L’azione globale della droga è legata soprattutto agli alcaloidi ossiindolici, ma anche gli altri componenti concorrono in buona misura a tale attività. Gli alcaloidi ossiindolici fanno parte di un sottogruppo detto eteroyohimbico ed i più importanti sono: isopteropodina, pteropodina, isomitrafillina, mitrafillina, uncarina F, speciofillina.; vi si trovano anche alcaloidi del tipo piridin-indol-quinolizidinico e del tipo beta-carbonilico.

Gli alcaloidi a struttura pentaciclica presentano una intensa attività immunostimolante. Accanto a questi gruppi predominanti – dal punto di vista chimico e farmacologico – esistono gruppi di principi attivi che possiamo definire minori (ma noi sappiamo che in natura nulla è in sovrappiù o poco importante), come vari tipi di polifenoli, tra i quali si annoverano i flavonoidi, i tannini, la quercetina, le catechine e mucillagini.

L’azione della droga e dei suoi alcaloidi può essere rapidamente sintetizzata: è stata verificata – almeno in parte - una azione in molte infezioni virali (herpes, ma anche HIV), in certe forme tumorali ed è stata verificata una azione antimutagena sia in vitro che in vivo. Vale a dire che non solo, con l’uso della droga, il sistema immunitario è più pronto ed aggressivo per colpire eventuali cellule "impazzite", ma le cellule ricevono dalla droga l’ "ordine" di non "impazzire", di non evolversi verso forme perverse!

Quindi, tra l’azione diretta che quella indiretta (immunostimolante) abbiamo a che fare con un presidio estremamente potente e versatile, sia come preventivo per molte gravissime affezioni (HIV, tumori – e per i quali non ci sentiamo certo di affermare che l’ Uncaria ne sia la cura!), sia come curativo su moltissime affezioni minori, batteriche, virali ed infiammatorie. Gli effetti collaterali e la tossicità sono risultati nulli ed anche le somministrazioni nel lungo periodo non sono controindicate.

Grande pianta sicuramente, ma della quale sappiamo ancora poco, rispetto a quanto saprà svelarci nel futuro.

Stiamo raccogliendo ulteriore documentazione (e quella per noi disponibile è immediatamente disponibile per chiunque ce ne faccia richiesta), dato che l’ avvenire ci riserverà certamente ulteriori, positive sorprese riguardo a questa interessante droga (la parte più attiva è costituita dalla corteccia del fusto). Botanicamente è una rubiacea, arbustiva con andamento lianoso ed è usata tradizionalmente da molte tribù indie dell’Amazzonia. Gli indios la classificano come pianta "Calda", definizione che per noi appassionati dell’antico e del tradizionale è particolarmente suggestiva.

Le indicazioni nelle quali si può avere maggior successo sono quelle delle malattie da raffreddamento, nelle affezioni allergiche, nei disturbi infettivi ed infiammatori in generale.

Associazioni – con Iperico, Echinacea, Gin-seng, Astragalo, MG Ribes nigrum, Alnus glutinosa, Buxus sempervirens, e tutti quelli che in vario modo, agiscono sul sistema immunitario

Modalità d’uso: 2 compresse al mattino, e 2 al pomeriggio lontano dai pasti.

 

SALICE COMPOSTO

60 compresse da 500 mg di cui 400 mg di miscela di estratti secchi di : Echinacea angustifolia 0.1%, echinacea purpurea 4%, propolis 2.5%, spirea olmaria 0.05%, salice bianco 3%, timo volgare, elicrisio, genziana, zenzero.

Attività fisiologica: fortemente e specificatamente antisettica è l’azione delle due echinacee, del timo e dell propolis per la cui descrizione dettagliata vi rimandiamo alle singole schede; in questa composizione abbiamo abbinato questa specifica attività con quella antiinfiammatoria, analgesica, febbrifuga e antireumatica del salice e della spirea olmaria; infatti il salice è notissimo per il suo contenuto in glucosidi dell’alcool salicilico e derivati analoghi che sono utili per gli stati febbrili, i dolori reumatici e muscolari, la sintomatologia influenzale. Poco nota è l’azione che favorisce la normalizzazione dell’iperacidità gastrica e dello squilibrio della secrezione di enzimi digestivi che portano alla eliminazione di cibo non perfettamente digerito ( con conseguente formazione di " umori perversi" ): in questa funzione il salice viene coadiuvato dalla genziana, dall’elicriso (attivatore anche del sistema immunitario ) e dallo zenzero ( che è anche un tonico del polmone secondo la MTC ).

Per quanto riguarda la spirea olmaria che contiene olio essenziale e glucosidi flavonici, vit. C, la sua azione elettiva è costituita da un energica azione su tutte le forme legate al ristagno dell’acqua e di acidi urici nell’organismo, dei quali favorisce l’eliminazione attraverso l’apparato sudorifero e urinario. Autori moderni ne hanno confermato l’effetto potentemente diuretico e depurativo, che viene sfruttato soprattutto negli stati influenzali e reumatici.

Azione complessiva: la composizione si presta a combattere stati influenzali e disturbi da raffreddamento legati anche a infezioni batteriche, è utile come preventivo in quanto combatte le infezione batteriche , ma al tempo stesso potenzia il sistema immunitario.

Pertanto in caso di stato influenzale conclamato è adatta a favorirne il decorso in modo naturale aiutando il corpo a liberarsi di tutte le tossine ( gli umori perversi che si sono generati).

Modalità d’uso: come preventivo 2/4 compresse al giorno; in fase acuta 4/8 compresse al giorno.

 

PILLOLE "TRIBUS" riformate

Composizione: si tratta di pillole preparate comprimendo un granulato di polveri di Agarico, Aloe, Rabarbaro, impastate con Oximele (Miele ed Aceto bolliti insieme fino a consistenza di denso sciroppo).

Azione fisiologica – tecnicamente si tratta di pillole purgative, ad azione piuttosto blanda, rispetto alle compresse "Primavera"; la loro particolarità sta nel fatto che abbiamo voluto provare a ricostruire un antico preparato, citato da Galeno nel suo "De Compositione medicamentorum secundum locos" nella loro forma originale (Agarico, Aloe, Coloquintide). Questa forma la abbiamo -–ovviamente – scartata, in quanto la Coloquintide è droga troppo pericolosa e poco maneggevole. Abbiamo presentato quindi le Pillole Tribus "riformate", in quanto, in area araba si volle rendere il preparato più mite ed adatto a tutti, sostituendo la feroce Coloquintide con il più delicato Rabarbaro (da Mesuè definito "medicina benedetta"). Il nome deriva dal fatto che tali pillole servivano a favorire l’espulsione dei tre Umori – diversi dal Sangue – che si pervertivano nell’organismo, e cioè la Flemma, Bile nera (o Melanconia) e la Bile gialla

(o Collera). Senza voler troppo approfondire, possiamo dire che queste pillole sono indicate sia nei soggetti stitici che nei soggetti non stitici ( a dosi molto ridotte, ovviamente) ma che soffrono di certi disturbi particolari.

Ne facciamo qui un semplice elenco:

  • affezzioni respiratorie, con muchi e catarri viscosi e anche con tosse incoercibile; (assoc. con MG Viburnum lantana)
  • affezioni osteo-articolari, con fatti infiammatori, dolorosi e con danni articolari; (ass. con Art. D.Diavolo.)
  • sinusiti e malattie da Freddo-Umido; (con MG. Carpinus betulus)
  • indigestioni e disturbi gastrici; (con MG Ficus Carica)
  • catarri intestinali; (MG Vaccinium vitis idaea)
  • catarri dell’apparato genito-urinario; v.s. + MG Alnus glutinosa
  • calcolosi renali e biliari; (MG Linfa di Betulla e Rosmarinus officinalis)
  • cellulite;
  • depressione e stati ansiosi, insonnia e palpitazioni (associare con sol. Idroalc. di Melissa)

Sono solo una parte delle affezioni che possono trarre giovamento da queste pillole (che rappresentano un trattamento accessorio, generale, al quale va SEMPRE associato il trattamento specifico). Ma il trattamento specifico riceverà un enorme aiuto e potenziamento dall’uso – non sistematico nei soggetti non stitici – di queste antiche e meravigliose Pillole Tribus.

Modalità d'uso : ogni persona deve trovare il suo dosaggio che solitamente è di una compressa alla sera, ma, a volte, può variare da 1/2 a 2 compresse da prendere la sera prima di coricarsi.

  

LIQUIRIZIA COMPOSTA COMPRESSE

La liquirizia composta ha un’azione complessiva sullo stomaco riducendone gli stati infiammatori e attenuando i bruciori grazie alle seguenti piante impiegate:

  • Liquirizia: oltre che come sedativo della tosse ed espettorante, viene usata come antispasmodico e coadiuvante dei processi digestivi, per i bruciori di stomaco e le gastriti. Un derivato della liquirizia, l’acido glicirretico, è usato nel trattamento dell’ulcera.
  • Altea:le sue proprietà emollienti, decongestionanti vengono in questo caso usate per lenire le infiammazioni dello stomaco e proteggerne le mucose.
  • Fieno greco: un altro potente antinfiammatorio e cicatrizzante.
  • Angelica: i suoi principi attivi stimolano la digestione e attenua i dolori di stomacoe favorisce l’eliminazione dei gas intestinali.
  • Carvi: un antispasmodico eccellente che aiuta a lenire gli spasmi dell’apparato gastroenterico; è indicato per aerofagia, alito pesante, dispepsia e meteorismo.
  • Achillea: Spasmolitica della muscolatura dello stomaco e dell’utero; sfruttiamo la sua azione eupeptica, amarotonica, colagogo e digestiva.
  • Dolomite: non si tratta di una pianta ma di un prodotto naturale che và a contrastare l’acidità eccessiva dello stomaco.

Abbinamenti: Prima di tutto il Ficus carica in gemmoderivato, poi l’Achillea composta o il carvi composto in tintura.

 

IPPOCASTANO COMPOSTO

L’ippocastano composto ha un’azione globale sulle vene che viene sfruttata in particolare nelle emorroidi e in caso di varici, flebiti etc. grazie alle seguenti piante impiegate:

  • Cipresso : azione vasocostrittrice, astringente, antispastica da utilizzare in caso di emorroidi, varici, flebiti, ulcere varicose, pesantezza di gambe.
  • Amamelide: Azione emostatica, vasocostrittrice venosa, decongestionante da impiegare in emorroidi con stasi pelvica, varica e flebiti.
  • Centella: azione capillaroprotettrice, cicatrizzante, riepitelizzante consigliata in caso di ulcere varicose e arteriose, piaghe da decupito, edemi arti inferiori.
  • Ginkgo: antiaggregante piastrinica, vasodilatatrice periferica, da impiegare nella fragilità capillare, ulcere varicose, gambe pesanti, emorroidi.
  • Achillea:Azione emostatica, cicatrizzante, antiemrroidaria da impiegare appunto in caso di emorroidi, varici etc.
  • Ippocastano: azione antiedemigena, vasocostrittrice, vasoprotettiva, fluidificante del sangue, antiessudativa, venotropa, decongestionante pelvica e prostatica da impiegare nel trattamento di emorroidi, varici, edemi localizzati, diminuzione del tono venoso.

Abbinamenti: M.G. di Castanea composta, T.M. Fumaria, T.M. Ginkgo composto, T.M. Mirtillo composto.

 

CUMINO COMPOSTO COMPRESSE

Il cumino composto ha un’azione complessiva sulla digestione migliorando lo svuotamento dello stomaco e la formazione di metabolici più idonei al transito intestinale; previene quindi la formazione di gas ed anche la sua eliminazione qualora fosse presente.

Questa azione è dovuta alle seguenti piante:

  • Cumino e Carvi: azione antispasmodica, carminativa, da impiegare selettivamente nelle dispepsie, coliche gastrointestinali, meteorismo, eruttazioni.
  • Angelica : stimola l’appetito, facilita la digestione e attenua i dolori di stomaco.
  • Camomilla:azione eupeptica e spasmolitica adatta nelle gastriti e coliti.
  • Genziana: azione amaro- digestiva che favorisce lo svuotamento dello stomaco e previene la fermentazione del bolo alimentare.
  • Curcuma: azione spiccata sulla cistifellea di cui favorisce lo svuotamento andando a migliorare e stimolere la digestione.
  • Elicriso: azione coleretica-colagoga, antispasmodica e antinfiammatoria

Abbinamenti: M.G. Vaccinium vitis idaea, T.M. Carvi composto.

 

RUSCO COMPOSTO COMPRESSE

Il rusco composto ha un’azione complessiva sulla circolazione ( anche delle gambe gonfie ) e migliorativa delle situazioni cellulitiche grazie nello specifico alle seguenti piante:

  • Centella con la sua azione capillaroprotettrice e migliorativa della circolazione in generale
  • Rusco con doppio effetto diuretico e vasoprotettore ( è un vasocostrittore che agisce sia sui vasi venosi che arteriosi ). E’ anche antiedematosa e favorisce la fluidificazione del sangue e l’eliminazione dei ristagni
  • Betulla con la sua azione diuretica e depurativa aiuta l’eliminazione delle scorie che vanno ad appesantire la circolazione.
  • Ippocastano con i suoi principi attivi che esplicano azione prevalente e specifica sui vasi sanguigni fluidificando il sangue e riducendo gli edemi e le stasi sanguigne che causano gli accumuli di varie scorie nelle zone cellulitiche.
  • Tarassaco che aiuta l’eliminazione delle scorie anche attraverso il fegato e l’intestino!
  • Finocchio che anche aiuta l’intestino a lavorare meglio soprattutto evitando formazione e ristagni di aria nell’intestino.

 Come si può notare l’azione è complessiva e non può essere altrimenti, in quanto le cause ( molteplici ) della cellulite sono veramente molte e svariate e con questa formulazione si è cercato di tenere presente le più comuni e diffuse.

Abbinamenti: Betulla composta + linfa betulla insieme 50+50 gg 3 volte al giorno: questa combinazione ci è stata caldeggiata da un esperto erborista nostro cliente che la sperimenta con successo da parecchi mesi.